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Uno zaino a forma di nuvola: la #CloudLife dello Scorfano (Parte I)

Quante cose può contenere una nuvola? Non intendiamo una nuvola di vapore, ma una nuvola virtuale, di quelle in cui conservare il nostro tesoretto di ricordi digitali e documenti di cui non possiamo fare a meno. Abbiamo chiesto a Davide Lo Scorfano, insegnante di scuola superiore e blogger (che già in precedenza ci aveva parlato di come far innamorare i ragazzi della geografia usando Google Maps), di raccontarci quali siano i film, i libri e la musica importanti per la formazione di un adolescente moderno. Ne è nata una conversazione con i suoi studenti che vale davvero la pena di leggere.

Davide Lo Scorfano: Sono, come tutte le mattine, nella mia quinta liceo, davanti a ragazzi che conosco da tre anni e che sono nel frattempo diventati grandi, quasi uomini e quasi donne, pronti a partire anche se non sanno ancora verso dove e forse nemmeno il perché. Sono lì davanti e parlo loro di Montale, e dico che c’è stato un critico, una volta, che ha detto che i giovani soldati che partivano per il fronte durante la Seconda guerra mondiale, se erano buoni lettori, partivano con la raccolta montaliana “Le occasioni” custodita nello zaino, in previsione di notti che avrebbero potuto essere lunghe e solitarie. Mi sembra una bella immagine, e allora mi fermo un attimo per vedere se anche a loro, magari, sembra. E c’è una voce, dal fondo dell’aula (ed è la voce di Paolo), che dice: «E noi?» E io chiedo: «In che senso noi?» E allora Paolo insiste: «Cosa porteremo noi, nel nostro zaino, quando dovremo partire per la guerra?» E io gli dico, sorridendo, che ci auguriamo tutti che loro non debbano mai partire per una guerra; e lui però insiste, e ha ragione, dicendo che la guerra è una metafora («ce lo ha spiegato lei, prof») e che va intesa come la vita, come il futuro, come la strada che dovranno trovare dopo l’esame e l’estate, come il viaggio che stanno per fare e che non sanno bene dove li potrà portare. «E noi quindi? Cosa ci metteremo noi, nel nostro zaino?»

«Voi non avrete uno zaino» dico io. «Voi avrete una nuvola».

E loro si fermano, perplessi. «Voi avrete quello che si chiama un cloud, e che è nient’altro che una nuvola. E dal vostro tablet o dallo smartphone di un amico o da non so quale aggeggio che avrete in mano, voi potrete accedere alla vostra nuvola, dove terrete libri e film e fotografie e musiche: sarà come uno zaino, ma sarà di più di uno zaino. Sarà un serbatoio, una sorgente da cui potrete attingere sempre, ricordandovi da dove siete partiti e immaginandovi dove potrete arrivare. Voi non avrete bisogno né di un libro di carta né di inchiostro e nemmeno di uno zaino, perché avrete la nuvola.»

Ed è allora che Marta dal primo banco mi guarda con occhi interrogativi e mi dice: «E cosa ci metteremo nella nostra nuvola, prima di partire per la nostra guerra?» «Io non lo so» le dico. «Io vi ho fatto leggere qualcosa in questi anni… E potrei dirvi che il lamento di Didone abbandonata da Enea, nel quarto libro dell’Eneide di Virgilio, è la massima espressione dell’amore ferito; così come l’Orlando furioso di Ariosto è la narrazione al suo culmine fantastico… Ma lo so che non vi basta: ed è giusto che non vi basti. Così come è giusto che, a questo punto, siate voi a decidere che cosa vi porterete dietro, nel vostro zaino a forma di nuvola.»

E allora i ragazzi cominciano a guardarsi e a dirsi cosa ci potrebbe stare nella loro nuvola: «le canzoni di Ligabue», naturalmente, e quelle di Fabri Fibra, per qualcuno; «un film che si intitola Memento», dice un altro, «perché parla della memoria e del passato»; e i libri «sulla fisica di Richard Feynman», ci mancherebbe; e poi c’è Matteo che quasi scatta in piedi per dire: «Clint Eastwood, alcuni film di Clint Eastwood che parlano proprio di guerra… Lei che ne dice, prof?»

«Io dico che Clint Eastwood va benissimo; ma anche Kubrick, però, se rimaniamo nel cinema. E certi film d’azione francesi; e il monologo finale che c’è nel film The Big Kahuna, magari». «E perché?» mi chiede una di loro: «Che cos’ha di speciale?» «Di speciale ha che la voce a un certo punto si ferma e dice: Dance, ‘Balla!’. E io trovo che sia un consiglio bellissimo da dare a un ragazzo giovane che sta partendo per la guerra (no, scusatemi: la vita). E poi, a proposito di ballo, che ne dite di un po’ di tango?» «Il tango sa di roba vecchia, prof… » mi risponde uno «Però», dico io «però c’è l’electrotango degli anni Duemila: i Gotan Project, i Bajofondo Tango Club. Io, fossi in voi, non mi dimenticherei di ballare il tango, quando andrete sulla vostra nuvola.» E allora riparla Marta, che è da sempre la più attenta, e mi dice: «E i libri, prof? Ci dice qualche libro da portare sulla nuvola, quando partiremo?»

(Continua…)

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 14/03/13 alle ore 16:00 e classificato in Web & Social . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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