Web & Social » Novità dal Web

L’universo da giovane: Planck scopre com’era

Un satellite ci sta rivelando com’era l’universo da giovanissimo. Si chiama Planck, è nato dalla collaborazione internazionale tra oltre cento istituti di ricerca tra Europa, Stati Uniti e Canada ed è stato lanciato il 14 maggio 2009 dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

L’unione fa la forza, è proprio il caso di dirlo. Sì, perché questa collaborazione internazionale di strumenti, tecnologia, investimenti e attività di ricerca ha permesso al mondo intero di dare una sbirciatina a come era il nostro cosmo 380.000 anni dopo il Big Bang.

Costato 500 milioni di euro, dei quali 36 milioni finanziati dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), il progetto ha permesso infatti al satellite di guardare lontano e di misurare il fondo cosmico di radiazione, ossia quello che resta della prima luce che si è accesa nell’universo, raccogliendo in un’unica mappa l’intera storia del cosmo.

Prima scoperta rivoluzionaria: l’universo sarebbe circa 100 milioni di anni più vecchio di quanto stimato finora. Avrebbe infatti 13,82 miliardi di anni, anziché 13,7.

“La straordinaria qualità del ritratto dell’universo neonato ottenuto da Planck ci permette di rimuovere, uno per uno, i suoi strati fino alle fondamenta”, ha spiegato il direttore generale dell’Esa Jean-Jacques Dordain. “È emerso, dunque, che il nostro modello del cosmo è ben lungi dall’essere completo”.

Il satellite avrebbe osservato l’eco del Big Bang. Il rilascio di luce provocato dalla formazione di atomi di idrogeno a temperature elevatissime (la radiazione cosmica di fondo, appunto), è quello che Planck ha potuto osservare, rilevando regioni con leggere differenze di densità nell’universo primordiale che possono essere considerati gli embrioni di stelle e galassie.

La mappa dell’universo neonato permetterebbe anche di calcolare le componenti misteriose dell’universo. “Materia oscura e materia ordinaria sarebbero in quantità superiori rispetto a quanto pensato finora: la materia oscura sarebbe il 26,8% (in precedenza si pensava 22,7%) e la materia ordinaria il 4,9% e non il 4,5%. Mentre l’energia oscura sarebbe presente in quantità inferiore: costituirebbe il 68,3% del cosmo e non il 72,2% come si riteneva. I dati presentati sono solo la metà del totale di informazioni raccolte da Planck: il satellite continuerà le sue osservazioni fino all’autunno prossimo“.

Nessun commento
Questo articolo è stato pubblicato domenica 24/03/13 alle ore 11:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

Lascia un tuo commento

News scelte per te
x

Ultimi commenti

Vodafone promo

sabato 19 agosto 2017 07:31

  • Archivi