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Identità online: il nuovo curriculum vitae

Quanto sappiamo di quello che i motori di ricerca raccontano di noi? Come facciamo a controllarlo e soprattutto perché è importante farlo? Lo abbiamo chiesto a Luigi Centenaro, Personal Branding Strategist.

Luigi, hai mai pensato di “googlare” il tuo nome?
Vorrei poterti dare una risposta a effetto e dirti, sì, dal maggio del 2000, da quando cioè Google è uscito in italiano, ma la scintilla con l’ego surfing su Google è scattata qualche tempo dopo, quasi per caso. Ai tempi sembrava fantascienza!

Nei miei corsi sul personal branding online faccio sempre questa domanda e nella media solo il 30% dei presenti dice di averlo fatto almeno una volta. Il concetto per cui la prima pagina dei risultati di Google per il proprio nome e cognome sia oggi almeno altrettanto importante rispetto al proprio curriculum vitae non è diffuso come crediamo. Ma l’aspetto più sorprendente è che nel 2013 è ancora più importante tenere in considerazione cosa pensa di noi Google, soprattutto se teniamo conto di Google+, della Authorship e delle sottili promesse non scritte dell’Author Rank.

Un tempo si diceva “Sei bravo solo se lo dice Google”; oggi potremmo dire “Sei bravo solo se lo dice Google+”! Forse è il caso di accettare che Google+ non è un’imitazione di Facebook, ma è il nuovo Google.

Quanto sono importanti motori di ricerca e social media per la nostra reputazione?

Se per reputazione intendiamo “quello che gli altri dicono di noi” e un attore come Google rende in poche ore rintracciabili e disponibili per sempre queste opinioni, magari espresse proprio sui social media, direi molto importanti!

Quanto possiamo influire sui contenuti associati al nostro nome nei risultati di ricerca?

Al di là di scrivere contenuti eccellenti e stringere relazioni di qualità con le persone giuste? Vi sono molti accorgimenti tecnici. Per esempio compilare bene i profili dei principali social media, primi tra tutti il sommario di Linkedin o la BIO di Twitter, che finiscono dritti dritti nella descrizione del risultato su Google. Raccomando anche la configurazione della già citata Authorship tramite Google+: per “bucare” un poco la SERP (NdR: la pagina dei risultati di una ricerca) niente di meglio di un bello snippet con le informazioni principali. Ma attenzione anche all’arrivo (se arriverà) in Italia di Search, Plus your World, con innumerevoli opportunità per aumentare la visibilità, come ad esempio il suggerimento del profilo nell’autocomplete delle parole chiave:
È possibile accorgersi in tempo se qualcuno sta cercando di rovinarci la reputazione intervenendo sui risultati?

Dal punto di vista delle tecnologie, visti i dubbi che circolano sul futuro del servizio Google Alerts, vorrei suggerire Mention, che ha alcuni servizi free e altri a pagamento. È importante però ricordare una cosa: tutte le volte (poche per fortuna!) in cui ho ricevuto delle critiche o sono nate situazioni “da gestire”, sono stato avvisato da amici molto prima di essere allertato dagli automatismi. Insomma, online sarà tutto più tecnico, visibile e veloce, ma questo non significa dimenticare le regole di base: la rete di supporto è prima di tutto umana.

Commenti (3)
Questo articolo è stato pubblicato venerdì 24/05/13 alle ore 16:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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