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Terremoti: sensori degli smartphone per creare una rete di informazioni

La sismicità (frequenza e forza con cui si manifestano i terremoti) è una caratteristica fisica del territorio, al pari del clima, dei rilievi montuosi e dei corsi d’acqua.

L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la presenza di numerosi centri storici densamente popolati, per la frequenza dei terremoti che hanno storicamente interessato il suo territorio, e per l’intensità che alcuni di essi hanno raggiunto, determinando un impatto sociale ed economico rilevante.

È risaputo che i terremoti tendono a ripetersi in zone già colpite in passato e quindi sarebbe importante predisporre di appositi sistemi di monitoraggio e di allerta terremoto, in modo da riuscire anche ad intervenire con gli aiuti in tempo efficace.

In questo panorama si inserisce l’idea di due ricercatori italiani di utilizzare un sensore, prodotto per i telefoni cellulari, per creare una rete a basso costo che fornisca informazioni capillari sui terremoti e che sia utile allo studio degli stessi.

Gli smartphone di ultima generazione usano una tecnologia sviluppata negli anni ’90, chiamata Micro Electro-mechanical Systems (Mems), praticamente degli accelerometri impiegati in origine nel settore degli airbag, poi nelle periferiche dei videogiochi per dare al giocatore, attraverso la consolle, la sensazione del movimento e delle vibrazioni e oggi universalmente presenti, usati per esempio per cambiare in orizzontale o verticale l’assetto dello schermo. Un Mems rende possibile il monitoraggio dell’ambiente circostante tramite dispositivi integrati e raccoglie informazioni misurando fenomeni meccanici, termici, biologici, ottici e magnetici.

I due ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Antonino D’Alessandro e Giuseppe D’Anna intendono sfruttare un modello molto sensibile di questo sensore per contribuire a una rete capillare di “segnalatori di movimento”. Il loro lavoro è stato pubblicato sul numero di Ottobre della rivista Bulletin of the Seismological Society of America.

Sono già stati eseguiti dei test su questa rete sismica, confrontando i dati acquisiti dell’accelerometro con quelli di tipo professionale e la registrazione ha avuto successo. Le capacità del minuscolo sensore nel registrare le forti accelerazioni è stato pressappoco identica a quelle professionali.

Secondo gli autori, i sensori Mems potrebbero essere utilizzati per la creazione di una rete sismica urbana, che genererebbe una grande mole di dati che potrebbero risultare molto utili ai soccorritori nell’identificare le aree di maggior danno potenziale e permettendo loro di intervenire con gli aiuti in maniera più tempestiva.

Negli USA, per creare una rete di questo tipo, vengono utilizzati dei sensori già installati negli smartphone dei cittadini, che scricando un’apposita applicazione, mettono a disposizione il proprio device, lasciandolo acceso durante tuta la notte.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 02/10/13 alle ore 15:00 e classificato in Mobile & Tech » Smartphone & Telefoni . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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