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Nuovi pacemaker wireless: a Milano primo impianto senza fili

L’ultima generazione di pacemaker, senza suture e rischio di infezioni. Niente più fili, né tasche sottocutanee: per regolare il battito cardiaco sarà sufficiente una piccola batteria inserita direttamente nel cuore. Dal punto di vista dei pazienti, questi nuovi pacemaker permettono di accorciare i tempi dell’intervento operatorio e di recupero post operatorio, perché non si deve attendere una cicatrizzazione dei tagli chirurgici.

Sviluppato da una start-up statunitense, recentemente assorbita da una delle multinazionali leader in dispositivi medici impiantabili, questo stimolatore del battito cardiaco è dieci volte più piccolo di quello convenzionale e lavora in modalità wireless. Viene posizionato nella cavità cardiaca con un intervento poco invasivo poiché è in grado di agganciarsi alla camera ventricolare tramite una sonda inserita dalla vena femorale, nell’inguine, evitando quindi la chirurgia e limitando il rischio di complicazioni.

Questi nuovi dispositivi hanno recentemente ottenuto il marchio CE per l’ingresso nel mercato europeo. A valutarne il funzionamento e controllare la procedura di impianto ed espianto nei pazienti saranno nei prossimi mesi, alcuni centri di ritmologia selezionati in diversi paesi tra cui l’Italia. Il Centro Cardiologico Monzino di Milano sarà il primo ospedale nel nostro Paese a impiantare il pacemaker wireless.

Questo nuovo stimolatore rivoluzionerà il mondo dei pacemaker- dichiara Claudio Tondo, Responsabile dell’Aritmologia del Centro - e nel tempo gli impianti tradizionali saranno gradualmente sostituiti dalla nuova tecnologia anche per i casi più complessi. I sistemi miniaturizzati rappresentano il futuro e fra appena poche settimane al Manzino impianterempo il pacemaker wireless già ai primi pazienti: il nostro Irccs è stato selezionato tra i 14 centri al mondo in cui si svolgerà la valutazione dinamica del nuovo sistema”.

Il punto debole dei pacemaker attuali è il filo elettrico che collega la batteria nel petto e il cuore. La casistica è bassa, ma il filo può danneggiarsi. Tolti i cavi diminuiscono le complicazioni o le possibili infezioni. Altro inconveniente dei dispositivi convenzionali sta nella durata della batteria, che va ricaricata ogni 5 o 7 anni e il paziente deve subire ogni volta un’operazione per il cambio. I nuovi pacemaker wireless hanno una batteria con una durata di 8 o 13 anni e per il cambio non necessitano di un intervento.

Al momento il dispositivo è in grado di agire su una sola camera cardiaca, non tutto il cuore, quindi solo per i pazienti meno gravi. In futuro l’evoluzione di questo dispositivo consentirà di avere una stimolazione bicamerale.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 18/11/13 alle ore 16:30 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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