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Prevedibili come un’app: “What would I say” scrive status al posto nostro su Facebook

Da una delle consuete competizioni digitale Hackaton, ospitata dall’Università di Princeton, arriva un’app che sicuramente tutti proveranno ad usare.

Si chiama “What would I say” (letteramlmente “Cosa direi io?”) ed è un’applicazione pensata per pensare al posto nostro. Diciamo che il concetto è estremizzato, ma che il principio è quello: “What would I say” infatti utilizza gli status che abbiamo postato su Facebook nel corso del tempo, per generare nuovi status scritti nel nostro “stile”.

Tecnicamente parlando si tratta di un bot che accede ai contenuti da noi pubblicati, li spezzetta e li mixa, componendo nuove frasi formate però da parole, pensieri ed espressioni che non ci suoneranno affatto estranee perché, appunto, ci appartengono.

“L’app non ha un database, nessun dato dell’utente viene salvato. Tutti i calcoli vengono effettuati nel browser dell’utente, per cui non escono mai all’esterno”, tranquillizzano gli autori dell’app.

L’app funziona meglio con gli status scritti in inglese, ma anche in italiano ci farà fare due risate, regalandoci spesso post buffi e sensa senso che potremo decidere anche di pubblicare direttamente sul social.

Chissà se i vostri amici si accorgeranno che è si tratta di uno status – gioco. In fondo quante volte leggete post che alle vostre orecchie suonano senza senso?

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 19/11/13 alle ore 16:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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