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NameTag: scatto una foto e l’app mi dice chi sei

Avete mai immaginato di poter conoscere il nome o la provenienza di uno sconosciuto visto magari in metropolitana? O parlando con un tale non vi è mai capitato di chiedervi chi fosse in realtà? È solo questione di tempo perché si possano ricevere rapidamente informazioni sulla persona con la quale si sta interloquendo, anche se non la si è mai incontrata prima.

È stata infatti ufficializzata da pochi giorni un’app, NameTag, che permetterà il riconoscimento facciale attraverso un dispositivo mobile. NameTag funziona tramite un algoritmo virtuale che permette di individuare, attraverso il riconoscimento dei tratti del volto, l’identità online di una persona e i suoi profili social. I creatori appartengono all’azienda Facial Network e il loro software, al momento in fase di sviluppo e perfezionamento, sarà disponibile per Android, iOS e per i Google Glass.

L’applicazione è in grado di riconoscere qualsiasi volto scattando una foto o inquadrando una faccia con i Google Glass, di collegare, secondo parametri biometrici, una faccia a una singola presenza online e di conseguenza fornire dati su quel contatto. Le informazioni vengono pescate sul web e in particolare da Facebook, LinkedIn, Twitter e da siti di appuntamento. Per entrare nel database di NameTag non si deve fare nulla, sono già presenti tutti coloro che sul web hanno un volto, ovvero la maggior parte della popolazione.

Anche se i creatori affermano che tutto sia stato sviluppato cercando di rispettare la privacy e anche se il servizio potrebbe risultare molto utile per riconoscere eventuali criminali, l’app scatenerà non poche polemiche e discussioni, soprattutto sulla tematica legata alla privacy. Chi effettua la ricerca viene messo in grado di contattare qualsiasi individuo e questo costituisce un grave pericolo e una pesante intrusione nella privacy della persona oggetto di curiosità. È vero che le informazioni circa il nome, il cognome o la foto di profilo sono pubbliche, ma sono proprio il riconoscimento visuale e l’associazione permessi dall’app a rendere quei dati utilissimi e preziosi.

Alcuni consigli che vogliamo ricordare sono di stare sempre attenti alle impostazioni di privacy sui propri canali social e di non inserire dati sensibili se non in modo assolutamente privato. Non si può mai sapere chi potrebbe entrare in possesso di quelle informazioni.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 16/01/14 alle ore 10:00 e classificato in Mobile & Tech » Apps & Games . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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