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Facebook: un’epidemia in via di debellamento?

Facebook come un virus che si va indebolendo? Così dice uno studio condotto da due dottorandi dell’Università americana di Princeton, John Cannarella e Joshua Spechlere.  L’analisi, che si basa sull’esperienza di ascesa e caduta di altri social network come MySpace, predice per il social di Zuckerberg, prossimo a festeggiare i suoi primi 10 anni, una perdita dell’80 per cento dei suoi utenti entro il 2017.

Proprio come avviene per le epidemie, dove le infezioni si propagano tra la gente raggiungendo un picco prima di esaurirsi, secondo i due dottorandi, Facebook avrebbe raggiunto il suo picco di diffusione nel 2012, per poi iniziare la discesa. La vita del canale viene quindi associata alla teoria epidemiologica che suddivide la popolazione in tre categorie – i “suscettibili”, che devono ancora ammalarsi; gli “infetti”, già ammalati, e i “rimossi”, guariti dall’infezione – delle quali le proporzioni cambiano con il progredire dell’epidemia stessa.

In effetti sulla piattaforma si sono registrati, negli ultimi tempi, dati preoccupanti sulla disaffezione dei giovanissimi, con un calo effettivo. Se nel primo trimestre del 2012, Facebook era il social del cuore per il 42% dei ragazzi, oggi è considerato tale solo dal 23%. Il social network resta comunque il primo social per numero di iscritti e la ricerca è al vaglio per verificare la credibilità dei dati. I numeri sull’andamento delle iscrizioni ai social network, infatti, sono stati stimati a partire dalle variazioni del numero di ricerche sull’argomento richieste a Google.

Nonostante la ricerca non sia stata insignita di alcuna autorevolezza, il semplice fatto che se ne parli può risultare negativo per l’azienda di Menlo Park, quotata in borsa. Così sul profilo di Mark Develin, noto matematico statunitense impegnato nel migliorare il motore di ricerca di Facebook, è apparsa una nota, intitolata “Smontando Princeton”, che commenta ironicamente l’articolo dei due studenti e l’utilizzo di Google per il recupero dei dati, ribaltando la ricerca per dimostrare che gli studi provenienti da Princeton si estingueranno anch’essi a breve.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 24/01/14 alle ore 16:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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