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Social street: ecco come costruire rapporti di vicinato nell’era social

La cosa più brutta del trasferirsi da una piccola cittadina di mare, praticamente un paesino, a una metropoli? La mancanza di rapporti umani di base, come, caso emblematico, quelli di vicinato. Certo, spesso nel paesino i vicini sono nonni, zii, cugini, ma anche quando non lo sono, fanno particamente parte della famiglia e sono persone, spesso di fiducia, alle quali poter chiedere consigli e favori nell’emergenza. Nelle grandi città, spesso sinonimo di grandi palazzi, capita di frequente, invece, che gli inquilini dello stesso civico non si salutino neanche.

Ma non è detto che sia così. Sì perché negli ultimi anni si va diffondendo, grazie alla rete, un fenomeno molto 3.0, quello delle social street.

Si parte dal web con la creazione di un gruppo su Facebook, che si comunica nel palazzo, nella via, nei negozi vicini, grazie a volantini per esempio. Ci si conosce, si scopre di abitare fianco a fianco, di essere coetanei magari o di avere bambini della stessa età, o di avere un cane da portare fuori la sera, ed ecco che il più è fatto. Poi si passa alla realtà.

Le strade social in Italia oggi sono circa 70, ma la prima (a quanto pare) è nata a Bologna, in via Fondazza, grazie a Federico Bastiani, giornalista freelance di 36 anni e padre di un bambino che giocava sempre da solo e che per questo creò un gruppo Facebook “Residenti in Via Fondazza – Bologna”. Oggi su quel gruppo sono in 800 e fanno tantissime cose insieme, dal trekking alle mostre fotografiche.

L’“epidemia” sociale si è diffusa in tutto il Paese, perché l’uomo è un animale sociale, si sa, non solo social. E, oltre ad essere piacevole poter salutare i vicini che si incontrano al supermercato o sulla metro, fa anche comodo poter chiedere in prestito un trapano, o chiedere consiglio sul ferramenta più economico in zona, o organizzarsi per andare al parco con il cane in gruppo quando fa buio, o anche solo decidere di passare una serata piacevole senza doversi allontanare da casa.

Io l’esperienza l’ho fatta in un palazzo di ringhiera dove ho vissuto per un paio di anni nel pieno centro di Milano e posso garantire che è molto piacevole e funzionale e che, oltre a buoni rapporti di vicinato, può dare vita anche a belle e durature amicizie. Cercate di scoprire se abitate in una via o in quartiere social. Poi, se così non fosse, potrete sempre creare voi la vostra social street seguendo poche semplici linee guida e riscoprire il gusto di quelle relazioni umane che i social possono aiutare a creare e rafforzare, se usati nel modo giusto, e non solo distruggere a favore di quelle virtuali.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 28/01/14 alle ore 10:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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