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Facebook compra WhatsApp per 19 miliardi di dollari. Nessun cambiamento per gli utenti

Dopo il tentativo non riuscito con Snapchat, Facebook è tornato all’attacco nel settore dei servizi di messaggistica istantanea, e questa volta ce l’ha fatta. Poche ore fa un documento della SEC, l’ente federale preposto alla vigilanza della Borsa statunitense, avrebbe infatti confermato l’acquisizione di WhatsApp da parte del social network fondato da Mark Zuckerberg per 19 miliardi di dollari. La cifra da capogiro sarebbe composta da 4 miliardi in contanti, 12 in azioni (183,9 milioni di titoli) e altri tre in azioni vincolate per i fondatori e i dipendenti. L’investimento, pari a 25 volte il valore dell’ultima acquisizione, ovvero Instagram, non è solo il più grande mai fatto da Facebook, ma è il secondo al mondo per un’acquisizione nel mondo hi-tech, superato solo dai 25 miliardi di dollari sborsati da HP per Compaq.

Secondo le dichiarazioni seguite alla conferma dell’operazione, WhatsApp continuerà a essere indipendente ma “accelererà la capacità di Facebook di portare connettività e benefici al mondo”. Per i 55 dipendenti della “piccola” società californiana come anticipato Zuckerberg ha previsto un pacchetto azionario da 3 miliardi di dollari se decideranno di rimanere almeno quattro anni dopo la finalizzazione dell’acquisizione. L’attuale AD e co-cofondatore, Jan Koum, entrerà a far parte del consiglio di amministrazione di Facebook, ma il suo team rimarrà a lavorare negli uffici di Mountain View.

WhatsApp è sulla strada di connettere 1 miliardo di persone – ha dichiarato Mark Zuckerberg in una nota per la stampa  - I servizi che raggiungono un traguardo di tale portata sono tutti di un valore incredibile“. Effettivamente secondo le stime, WhatsApp ormai è usata da almeno 450 milioni di persone ogni mese, con il 70% attivo praticamente ogni giorno, e una crescita di circa 1 milione di nuovi utenti al giorno.

Questa operazione consentirà a WhatsApp la flessibilità di crescere ed espandersi – ha aggiunto Jan Koume a me, Brian (l’altro fondatore Brian Acton, ndr) e il resto del team permetterà di avere più tempo per concentrarci sulla costruzione di servizi di comunicazione il più veloci, affidabili e personali possibili“.

E per gli utenti, cambierà qualcosa? A quanto pare, per il momento no. A chi ha subito ipotizzato il rischio dell’inserimento di pubblicità che possano interrompere le comunicazioni, Kuam ha ribadito di stare tranquilli, poiché non sarà mai messo a rischio il cuore e la filosofia della piattaforma.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 20/02/14 alle ore 10:15 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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