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Blackout WhatsApp, ne approfittano Line e Telegram

La notizia dell’acquisto di WhatsApp da parte di Facebook per 19 miliardi di dollari ha invaso da una settimana i quotidiani, i portali web e i social network. La scia dell’evento ha superato l’oceano, e si è fatta sentire anche al Mobile World Congress di Barcellona, con Mark Zuckerberg nelle insolite vesti di speaker d’apertura.

Ufficialmente il CEO di Menlo Park era in Catalogna per uno dei suoi rari interventi pubblici, organizzato per parlare di digital divide e della sua iniziativa Internet.org, sviluppata con Ericsson, Qualcomm e Opera, per portare il web alla parte di popolazione mondiale a cui non arriva.

La discussione però ha inevitabilmente toccato anche WhatsApp, il suo futuro, i dubbi sulle garanzie di privacy e soprattutto il blackout dello scorso sabato. L’episodio non è passato inosservato alla sua sterminata base di utenti tenendoli sotto scacco per ben quattro ore. L’app di messaggistica istantanea è utilizzata in media da 450-465 milioni di persone al mese, di cui 330 attive giornalmente (circa il 70%): un numero impressionante se pensiamo che nove mesi fa erano “soltanto” 200 milioni, e che ogni giorno circa un milione di nuovi utenti installa e usa per la prima volta l’applicazione.

Affrontando l’argomento Zuckerberg ha dimostrato di pensare al futuro, annunciando l’arrivo, entro giugno, di un servizio di messaggistica vocale che integri quello attuale, fatto di immagini e foto. Un sistema che rappresenta non solo la naturale evoluzione dei messaggi vocali nelle conversazioni, ma anche un modo per allontanare le polemiche e tenere testa alla concorrenza.

In effetti i competitor non mancano e l’ultimo week-end lo ha testimoniato, con una vera e propria corsa alle alternative di WhatsApp. Certo, non è la prima volta che WhatsApp subisce malfunzionamenti o brevi interruzioni del servizio, ma questa volta i download di app sostitutive hanno raggiunto cifre molto elevate che potrebbero preoccupare. I “nemici” temibili si chiamano Line e Telegram. Il primo ha registrato il record di nuovi iscritti giornalieri con 2 milioni a livello globale in un solo giorno, che si vanno ad aggiungere alla base di 340 milioni di utenti. Il secondo solo tra sabato e domenica ha raccolto 5 milioni di iscrizioni, continuando a cavalcare un trend nato subito dopo l’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook.

Con Telegram, possiamo dire che la sfida è stata dichiarata, e a suon di tweet. Il fondatore Pavel Durov, programmatore 28enne di San Pietroburgo già noto per il suo social VKontakte, ha cinguettato da Barcellona in tono tutt’altro che pacifico: “Al #MWC sto ascoltando un ragazzo che vuole rendere libero l’accesso a Facebook. Riuscirà a rinviarne la lenta morte?”.

Per Line invece parlano i numeri, con un prodotto piuttosto forte sul mercato asiatico, in particolare in Giappone, Taiwan e  Thailandia.

Insomma, la battaglia per il settore dei servizi di messaggistica istantanea, che sembrava avere destini più o meno delineati, potrebbe essere più aperta che mai.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 28/02/14 alle ore 13:30 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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