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Vedere le emozioni? Con Google Glass e un’app sarà possibile

Quante volte abbiamo sentito dire che “l’apparenza inganna”, e che “l’abito non fa il monaco”? Quante volte avremmo voluto andare al di là delle apparenze, non fermarci al primo sguardo, e leggere il volto di chi ci sta di fronte per capire qualcosa in più sul suo stato d’animo? E’ la domanda da un milione di dollari per psicologi o esperti di marketing, è una domanda che molto spesso ci facciamo anche noi, e da oggi la tecnologia prova a dare una mano.

I Google Glass, che come sappiamo promettono un modo nuovo di vedere il mondo, ora puntano anche a scoprire un mondo nuovo, quello delle nostre emozioni. Gli occhiali di Big G potrebbero dunque diventare lo strumento decisivo per una strategia di marketing senza sbavature. Questo almeno è uno degli obiettivi dell’accordo appena stretto tra la casa di Cupertino ed Emotient, una startup fondata a San Diego (California) nel 2012. L’affare è stato mediato da Seth Neiman - ex partner di Crosspoint Venture e ora alla guida del venture capital Handbag -, e l’investimento pianificato è di circa otto milioni di dollari, tutti diretti allo sviluppo del Sentiment analysis glassware.

Il software, già rilasciato in versione beta, è in grado di interpretare 19 movimenti dei muscoli facciali, e fornisce un aggregato emotivo misurando il sentimento generale (positivo, negativo o neutro), le emozioni primarie (gioia, sorpresa, tristezza, paura, disgusto, disprezzo e rabbia), e quelle avanzate (frustrazione e confusione).  Per ora la lettura delle emozioni viene effettuata solo attraverso la fotocamera incorporata nei Google Glass, ma nel lungo termine la app potrebbe analizzare i sentimenti attraverso qualsiasi dispositivo connesso a una fotocamera e ad altri sistemi operativi.

Inoltre il sistema è capace anche di identificare automaticamente il genere di una persona, e in futuro perfino età ed etnia consentendo un’analisi più particolareggiata e per gruppi sociali. Adottando questo programma le aziende, in teoria, potrebbero capire meglio l’impatto di articoli, servizi e promozioni correggendo, nel caso, l’offerta commerciale o anticipando le intenzioni di acquisto avvantaggiandosi sulla concorrenza.

Si tratta insomma di un vero e proprio colpo, sia dal punto di vista economico che commerciale, considerando le possibili applicazioni della scoperta, ad esempio in ambiti come sanità e didattica.

Alcune critiche sono arrivate sul fronte della privacy, perché se da una parte all’utente può far comodo un negoziante che sappia soddisfarlo, dall’altra dovrebbe essere disposto a condividere dati personali anche sensibili. Su questo punto però Emotient rassicura: non verranno memorizzati video o immagini dei soggetti analizzati. 

 

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 11/03/14 alle ore 16:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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