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Cosa fare e cosa non fare con i Google Glass: i consigli da Mountain View

I Google Glass promettono un’innovazione dirompente, del resto far vedere il mondo come non lo si è mai visto non è obiettivo da poco. Fra non molto saranno venduti in Italia, e sono molti gli appassionati che fremono e che non vedono l’ ora di girare con il nuovissimo device.

Ogni novità però porta sempre con sé qualche rischio e qualche abuso. Alcuni esempi? Partiamo dall’Italia, con le preoccupazioni espresse dal Codacons (associazione dei consumatori), che ha chiesto al ministero della Salute e a quello dello Sviluppo economico di vietare la commercializzazione del dispositivo in Italia. Attraversando l’oceano, nei giorni scorsi una donna è stata aggredita in un bar di San Francisco perché indossava i Google Glass: l’autore del gesto voleva essere sicuro di non venire registrato o fotografato. In gennaio, a San Diego, la polizia ha multato un automobilista perché guidava indossando i Google Glass: gli occhiali sono stati ritenuti causa di distrazione. Sempre negli States una parte di chi sta sperimentando i Glass si è già guadagnata un epiteto non lusinghiero: Glasshole, in pratica utilizzatori non proprio educati, per usare un eufemismo. Come chi filma o scatta foto ad amici e sconosciuti a loro insaputa, chi sembra stia fissando il vuoto da ore (e invece sta leggendo contenuti sui Glass), chi si mostra insofferente alle domande di curiosi che riconoscono i Glass e attaccano bottone per sapere come funzionano.

Ora però al bando stranezze e maleducazione: i Glass devono far tenere la tecnologia sotto controllo, rendere liberi di guardarsi intorno, farsi coinvolgere dal mondo circostante, senza la necessità di dovere controllare costantemente lo schermo del proprio smartphone. Nient’altro, e senza rischi.  Di qui l’idea di fare con i Glass quel che a tavola si chiama bon ton o in rete netiquette: pubblicare una sorta di decalogo su cosa fare o non fare con gli occhiali a realtà aumentata, mettendo a disposizione un vero e proprio galateo (cosa fare e cosa non fare) per usare al meglio gli occhiali-pc, al momento disponibili per una piccola cerchia di sviluppatori e vip, i cosiddetti Explorer. I consigli non hanno valore legale e non salverebbero certo l’azienda, nel caso in cui questioni legali dovessero emergere nel corso del tempo, tuttavia rappresentano uno sviluppo dello stesso programma Explorer, creato per dare uno spazio in cui confrontarsi ai partecipanti al progetto, e per condividere cose e informazioni con il team che si occupa di Glass.

Innanzitutto, l’azienda di Mountain View sconsiglia di usarli durante la pratica di sport estremi o pericolosi. Altra regola fondamentale è quella di chiedere il permesso in tutti quei casi in cui lo si fa con il proprio smartphone o con la propria fotocamera, quindi di essere sempre gentili e disponibili nel fornire le spiegazioni. In altri termini non si dovrebbero usare a una festa come a una conversazione, come in tutti quei posti dove smartphone e fotocamere apparecchi sono proibite, fra questi musei, chiese, auto in movimento, luoghi coperti da segreto militare, tribunali o scuole (dove non sia permesso). Google consiglia poi di “approfittare dei comandi vocali degli occhiali” per non distrarsi mentre si è alla guida di un autoveicolo e di “utilizzare il blocco dello schermo” sia per proteggere il dispositivo, sia per impedire ad altri di utilizzarlo.

Tutte buone regole che si collocano nel perimetro di quel common sense tipicamente americano. Fra non molto, comunque, vedremo nei fatti cosa accadrà.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 14/03/14 alle ore 12:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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