Web & Social » Novità dal Web

Genitori più connessi dei figli, la novità arriva da Boston

Nell’era dello smart e del mobile la connettività è tutto, una variabile decisiva che non può non condizionarci, a tutti i livelli. Un fatto senz’altro positivo, a patto che si riesca a gestire e controllare questo autentico fiume in piena di dati, di opportunità di crescita e di contenuti. Il problema emerge soprattutto nel rapporto tra diverse generazioni, e il caso tipico è la differenza dell’approccio alle nuove tecnologie tra genitori e figli.

Fino ad oggi studi e ricerche hanno sempre visto nei più grandi l’anello debole della catena, con un doppio problema da affrontare: da una parte il bisogno di conoscere e capire la cultura digitale per stare al passo – anche nel proprio ambito lavorativo -, dall’altra l’obbligo di riuscirci per non allontanarsi dai propri figli, capendo cosa e come usano i device, come si orientano nel web, condividendo al meglio le loro opinioni e le loro esperienze, che sempre più spesso si formano attraverso social media.

In Italia secondo l’Istat il 71% delle connessioni avviene in famiglie con un minorenne, e il divario digitale tra adulti e adolescenti è sempre più alto che in altri Paesi. Tante negli ultimi anni sono state le iniziative volte a coprire questo vero e proprio gap di digital literacy, e l’elenco sarebbe infinito. Tuttavia da alcuni mesi il trend sembra essersi invertito.

Infatti, in un quadro generale di dipendenza dal web, pare che i genitori siano più connessi dei loro figli. A lanciare la novità uno studio effettuato dai ricercatori del Boston Medical Center, condotto da Jenny Radeskymedico specialista in pediatria nonché madre di due bimbi -, e pubblicato sulla rivista Pediatrics.

I ricercatori si sono recati in incognito tra luglio e agosto 2013 in alcuni locali dell’area urbana di Boston per esaminare le dinamiche comportamentali tra genitori e figli di 55 nuclei familiari durante il consumo dei pasti: in 40 casi è stato riscontrato l’uso di un dispositivo mobile da parte degli adulti e, tra questi, un terzo li ha usati per l’intera durata. Nel testo della ricerca si legge inoltre di episodi in cui il genitore, durante l’uso dello smartphone, risultava essere infastidito dalle richieste di attenzione del figlio tanto da reagire con calci sotto il tavolo o addirittura respingere il piccolo con modi bruschi.

L’uso di device, nel rapporto genitore – figlio, può anche avere un risvolto positivo in quanto assottiglia le differenze in termini ludici considerando l’enorme mole di giochi via app disponibili sugli store dei vari apparecchi e può favorire inoltre l’accesso a materiale didattico per i più piccoli. Tuttavia tenere ossessivamente lo sguardo puntato sugli smartphone può anche compromettere le relazioni dirette tra padre e figlio, che sono fondamentali per lo sviluppo emotivo, linguistico e cognitivo dei piccoli.

In seguito alla pubblicazione dello studio la Radesky ha avviato un progetto in collaborazione con lAmerican Academy of Pediatrics affinché vengano elaborate delle linee guida da suggerire ai genitori per un uso consapevole e intelligente di smartphone e tablet.

Questo ci fa capire quanto il rapporto genitori-figli si stia sempre più modificando in peggio, con un allontanamento progressivo tra i due che in questo modo smettono di comunicare. Il futuro, stando ai risultati del lavoro pubblicato tre giorni fa, ci parla quindi di giovani sempre meno maturi e con un disperato bisogno di ritrovare la propria identità. E’ davvero questa la tendenza?

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 14/03/14 alle ore 10:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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