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L’architettura incontra le wearable technology: presto edifici intelligenti?

Il mercato della wearable technology è in rapidissima espansione, ormai prende sempre più piede il legame tra tecnologie e materiali per creare energia, trasmettere informazioni e sensazioni mai provate prima, offrendo a chi le indossa un nuovo approccio al mondo che lo circonda. Oggi però la ricerca tocca non solo i nostri indumenti (giacche oppure smartwatch), ma anche la nostra possibilità di godere della casa in cui potremmo vivere, o degli spazi in cui svolgiamo le nostre attività lavorative.

Ecco allora che il protagonista “da vestire” non è più (o non solo) l’utente come persona, ma con lui anche l’ambiente urbanizzato a partire dal singolo edificio, se costruito e realizzato con materiali completamente nuovi e intelligenti. A portare avanti questi temi dal 2003 c’è tutta l’attività e le pubblicazioni del gruppo nITRO, fondato da Antonino Saggio. Professore presso l’Unversità  “La Sapienza” di Roma e direttore della collana internazionale The IT Revolution in Architecture, il suo gruppo (acronimo di New information Technology Research Office) si occupa di innovazione tecnologica nel settore dell’architettura, dell’urbanistica, del product design, e realizza installazioni, progetti, interventi critici e teorici.

Tanti i progetti su carta, oggi però il mercato tira con nuove scoperte, dalla termo-cromia alla elettroluminescenza, riuscendo a supportare la volontà di mettere a sistema le nuove tendenze tecnologiche in un luogo fisico: un luogo non più inteso come in passato, dove si consumava energia, ma un luogo in grado di generare energia e di emanare informazioni utili a chi li vive.

Esistono alcuni esempi di questa sinergia, ma purtroppo in Italia le applicazioni sono decisamente limitate. Anche per questo il gruppo nITRO vuole lanciare la sua proposta di architettura abbinata all’Information technology, e lo vuole fare pensando a Roma nella prospettiva olimpica del 2024.

L’idea si chiama TTC_Table Tennis Centre, un edificio dedicato al tennis da tavolo energeticamente autosufficiente localizzato al Foro Italico di Roma, tra lo Stadio del Tennis e l’ex Accademia della Scherma. L’idea è trasformare un’area adibita a parcheggio e a stand espositivi temporanei ad arena per eccellenza del ping-pong: il tennis tavolo, infatti, è tra gli sport in palestra quello con il miglior rapporto tra movimento, spazio e costi. Tre le caratteristiche del progetto, rigorosamente interconnesse: indumenti energicamente ricaricabili per gli sportivi, pavimentazione piezoelettrica – cioè in grado di generare energia dalle vibrazioni e dai movimenti – quindi un sistema a tessera che cattura le informazioni energetiche prodotte dai fruitori e le usa per “scontare” l’utilizzo della palestra o la propria energia a casa.

Tutto questo sarà fattibile, oltre che tecnicamente possibile? Staremo a vedere.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 19/03/14 alle ore 16:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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