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Arriva Cloak, la “no social” app per fuggire dai seccatori

Quante volte avremmo voluto evitare di incontrare una persona indesiderata per strada? O non avremmo voluto far sapere ai nostri contatti social dove ci troviamo? Dal 15 marzo per gli smartphone con iOS c’è un escamotage per uscire dalla mischia senza troppi fastidi, l’app Cloak.

“Evita i tuoi ex, i colleghi, quel tipo che adora fermarti per due chiacchiere – evita chiunque tu non abbia voglia di incontrare”: la promessa della nuova app per iPhone e per tutto l’ecosistema iOS ribalta in concreto il principio dei social network, e ci suggerisce una via per essere “trasparenti”, o meglio per indossare un mantello – Cloak appunto – che ci protegga da eventuali seccatori.

Come funziona? L’idea dei designer Brian Moore e Chris Baker - ex direttore creativo del sito Buzzfeed - è semplice ed efficace. Cloak raccoglie i dati dei social network a cui siamo iscritti, quindi usa la geolocalizzazione e i programmi attraverso i quali ci facciamo riconoscere per la nostra posizione nello spazio. Materialmente, significa che se un nostro amico usa un determinato social, un’icona del nostro telefono ci segnalerà il suo ultimo spostamento e posizionerà la sua presenza sulla mappa. Questo avverrà solo nel caso in cui il suddetto amico si trovi a percorrere una via vicino alla nostra, dove “pericolosamente” potremmo incrociarlo.

Al momento l’app funziona soltanto con Instagram e Foursquare, ma per Baker non manca molto a Facebook e Twitter, sebbene il lavoro da fare per isolare i dati provenienti dai sovrani dei social sia ancora lungo: in questo senso potrebbe aiutare il precedente di Glancee, app italiana acquistata da Facebook un anno fa circa. La tecnologia di Glancee infatti non fu mai sfruttata dal social network, nonostante qualche test qui e là. Gli sviluppatori di Cloak invece hanno intenzione di sfruttare anche questa opzione, ma ci vorrà tempo.

Barker infine tiene a sottolineare come Cloak non sia anti-social, ma no-social: noi non vogliamo fomentare l’odio per gli altri, distillato invece da dispositivi anti-social quali Hatebook , Hell is other people, Enemybook: in questi casi, Facebook e Twitter sono visti come piccoli inferni quotidiani, generatori di odio, meet up di nemici travestiti da amici virtuali. Cloak, serenamente, offre una modalità incognita per la vita reale”.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 20/03/14 alle ore 16:00 e classificato in Mobile & Tech » Apps & Games . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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