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Scopriamo Mycrophone: dove la musica diventa social

Quante volte, da fan di un cantante, avremmo voluto trovarci per una sera al posto giusto, ascoltarlo senza filtri a un metro di distanza, oppure in situazioni inedite, magari in macchina, in viaggio, sotto la doccia, per strada, sulla panchina di un giardino?

Sono da sempre le curiosità inappagate del grande pubblico musicale, e soddisfarle è l’ambizione di Mycrophone, un esperimento tutto italiano partito pochi giorni fa, e che vede oggi nel web l’unico vero palco per la musica contemporanea. Gran bella sfida se in fondo ci si confronta con la magia che da sempre sa regalare la musica dal vivo, eppure l’idea di base di questa piattaforma social è proprio quella di superare il palco offrendo comunque una musica di qualità, dando all’artista (e al pubblico) uno spazio dove andare ogni giorno, a sbirciare session, sapendo di trovarle.

Tutto parte dalla mente di Alessandro Dell’Aquila, ex studente di giurisprudenza con la passione per la musica. Ventinove anni, la giusta esperienza per conoscere e muoversi nel mondo parallelo dei social network, Dell’Aquila è stato aiutato dal supporto grafico di Imma Mariniello e dal suo maestro di musica all’università Maurizio Filardo, produttore artistico nonché chitarrista di Daniele Silvestri del quale ha anche diretto l’orchestra a Sanremo 2013. Dell’Aquila lavorava al progetto da un paio d’anni, ora è pronto a dare alla sua passione una diversa angolazione: “La mia passione è la musica, da sempre. Poterla vivere, guardare da vicino e da un altro punto di vista, più intimo e amichevole. Dietro il sito c’è stato un lungo studio, oggi, mettiamo a disposizione una sala concerti online, dando all’utente la sensazione che i live o i brani siano caricati solo per lui”.

Quanto al meccanismo, Dell’Aquila ha voluto un profilo semplice, gratuito, ma soprattutto social: homepage calendario e archivio, la possibilità di scrivere stati e appoggiare link esterni, feedback, commenti, news, classifiche dei brani con più likes, e l’utente che ha a disposizione una propria area, una bacheca , un profilo dove poter caricare i video. Mentre gli artisti? “Gli artisti possono caricare video da tre a 15 minuti, faranno parte di un archivio consultabile con un motore di ricerca interno. E come in un locale, sebbene virtuale, le esibizioni saranno presentate tramite un calendario che annuncerà la messa in onda”. L’idea insomma è quella di un misto tra un palinsesto tv e una vetrina in evidenza, naturalmente all’insegna dell’originalità, come spiega Maurizio Filardo: “Non vogliamo far ridere, né caricare esibizioni surreali. Il senso di Mycrophone è mostrare la faccia non patinata degli artisti, è fantasia, libertà, e certo, anche risate. Ma alla base dev’esserci amore per musica, rispetto, e soprattutto originalità. Limiti non ci sono, ma i brani dovrebbero essere unici”.

Sarà quindi importante il contributo degli artisti, ma l’elenco dei primi aderenti promette bene. Una ventina l’hanno già fatto, tra questi Daniele Silvestri, Max Gazzè, Diodato, Thee Elephant, Simone Cristicchi, Airway, e Perturbazione.  Guardando invece al futuro? “Siamo all’inizio, il senso del progetto nel tempo si definirà meglio”, ammette Dell’Aquila. “La mia idea era riuscire a mettere a disposizione più musica possibile, concerti veri e propri e un archivio potente. Questo dipenderà dal riscontro, e dal tempo”. Siamo d’accordo.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 20/03/14 alle ore 10:00 e classificato in Lifestyle » Film, Musica & (e)Books . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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