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Facebook sviluppa DeepFace, la funzione che ti riconosce in qualsiasi foto

Identificare un volto può essere semplice per tutti noi, un po’ meno per i sistemi digitali. Tante negli anni le soluzioni di riconoscimento facciale proposte e utilizzate da vari software, e molto presto Facebook potrebbe superare del tutto il concetto di tagging, riconoscendo automaticamente se due foto differenti ritraggono la stessa persona.

Un discorso del genere in realtà è già in piedi dal 2010, quando il social network aveva introdotto questa funzione negli USA. Nel 2012 però arriva lo stop dell’Unione Europea, che impone il blocco della funzionalità nel Vecchio Continente (escluso il Regno Unito), quindi la cancellazione di tutti i dati raccolti. Un brutto colpo per Zuckerberg e i suoi, in nome della privacy, ma senza scoraggiarsi. Decisivo in questo senso l’ingaggio di Yaniv Taigman: co fondatore di Face.com nel 2007, l’azienda  è stata acquisita da Facebook proprio un paio di anni fa. Face.com, lo ricordiamo, costruiva applicazioni e le API che possono eseguire la scansione di miliardi di foto ogni mese.

Oggi, come si legge nella Technology Review del famosissimo MIT di Boston, il social media sta lavorando a un software di “verifica facciale” assolutamente nuovo, capace di performance sostanzialmente umane. Il suo nome è DeepFace, e potrà distinguere diverse persone attraverso la lettura di dati numerici delle parti che compongono il volto, come il rapporto tra le sopracciglia e la bocca e la distanza tra in naso e le orecchie. Il tutto indipendentemente dall’illuminazione e dall’espressione facciale, e senza che il soggetto sia in posa di fronte alla camera che ha catturato l’immagine.

Tecnicamente il programma è in grado di riconoscere un individuo con un tasso di precisione del 97,25%, solo 0,25 punti in meno del 97,5% attribuito agli umani. Tutto ciò è possibile grazie ad una nuova tecnologia avanzata composta da due passaggi: il sistema crea una versione 3D del viso e delle sue caratteristiche, utilizzando un modello poligonale ruotato virtualmente, in modo che la persona nella foto sembra stia guardando la telecamera. In seguito viene creata una versione bidimensionale con colori filtrati per poter catalogare ogni elemento del nostro volto. Il sistema a questo punto elabora una descrizione numerica per ogni elemento, inserendolo in una rete di analisi a 9 strati: se molteplici elementi di due immagini diverse hanno descrizioni numeriche simili (sono circa 120 milioni i parametri di confronto), allora DeepFace indicherà che si tratta dello stesso individuo fotografato.

Per metterlo a punto sono stati utilizzati 4,4 milioni di immagini di 4.030 diverse persone, ma il lavoro non pare destinato ad arrivare sul social network in tempi brevi. Infatti quello che al momento resta un progetto di ricerca sarà presentato nel mese di giugno, alla IEEE Conference on Computer Vision and Pattern Recognition di Columbus, in Ohio, in modo da avere un riscontro da addetti ai lavori esperti. Non mancano poi gli scettici, in nome della privacy. Considerando infatti le mille possibili applicazioni del software, e gli oltre 1,25 miliardi di utenti iscritti a Facebook, c’è il timore che un’operazione del genere confermi quei dubbi già nati all’indomani dell’acquisizione di Whatsapp. Staremo a vedere…

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 24/03/14 alle ore 14:40 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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