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Apple si muove, Google risponde: la guerra delle mappe entra nel vivo

Oggi la partita della geolocalizzazione e delle maps è sempre più competitiva. Tale è la concorrenza, che Nokia, Sony e Samsung hanno creato di recente la In-Location Alliance: un vero e proprio consorzio, che si pone lo scopo di unire le forze contro la concorrenza di Google, leader storico nel settore. Ma perché tutta questa attenzione? Perché da almeno un anno e mezzo, con il lancio di Maps Indoors da parte di Mountain View (oggi attivo in 12 paesi), la mappatura d’interni si conferma un terreno interessante e strategico.

Alla base esistono diversi motivi, due su tutti. Il primo, intuitivo e quasi retorico, consiste nel voler semplificare la vita dell’utente che visita edifici molto grandi, grosse fiere ed Expo, offrendogli informazioni sulla sua posizione e sui punti d’interesse vicini. Scavando a fondo però si è convinti anche del fatto che avere a disposizione un servizio di geolocalizzazione affidabile (ma soprattutto completo), consentirebbe di dispensare pubblicità personalizzata: nei centri commerciali, ad esempio, l’utente può ricevere determinati content in prossimità del rivenditore in questione. Insomma, in prospettiva il settore può interessare tanti operatori, e non è un caso che Apple si muova e Google risponda, svelando così la nuova frontiera delle mappe su iOS ed Android.

E’ infatti di qualche giorno fa la notizia dell’acquisizione da parte dell’azienda di Cupertino di WifiSLAM  (che sta per Wi-Fi Simultaneous Localization): una tecnologia in grado di individuare il dispositivo mobile analizzando la potenza di ricezione di una serie di reti WiFi. Affare da circa 20 milioni di dollari, la notizia è stata confermata dalla stessa azienda capitanata da Tim Cook, e l’obiettivo è disporre di un’ottima possibilità di implementare e migliorare quel servizio che proprio un anno e mezzo fa costrinse Cook a pubblicare delle scuse pubbliche rivolte ai propri utenti.

Immediata però la risposta di Google, con un brevetto che aggiornerà Indoor Maps. L’idea è in continuità con la versione attuale, ma semplificando decisamente la metodologia di localizzazione, per evitare l’inserimento manuale di certi parametri e informazioni. Ad automatizzare il tutto un algoritmo sviluppato dall’azienda, che utilizzerà la fotocamera e gli altri sensori del dispositivo mobile per elaborare l’ambiente e distinguere le varie zone che lo compongono, suddividendo il tutto in una mappa a poligoni, visualizzabile tramite un software dall’interfaccia simile a quella di Google Maps. Tempi di sviluppo e rilascio non sono ancora ufficiali, ma la certezza è che la sfida non si ferma.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 01/04/14 alle ore 10:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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