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Ai mondiali il calcio d’inizio sarà hi-tech

Mancano due mesi scarsi ai Mondiali di calcio in Brasile, ma l’evento sportivo per eccellenza fa già parlare di sé. Stavolta però non si tratta di gossip o di calcio giocato, ma di innovazione, di tecnologia, il tutto applicato per venire incontro alla diversa abilità e all’handicap. In cantiere un’idea sensazionale, e il giusto palcoscenico dovrebbe essere quello della gara d’apertura tra Brasile e Croazia, il prossimo 12 giugno. Infatti, nel cuore dell’Arena Corinthians di San Paolo, si starebbe pensando a un calcio d’inizio speciale, dato da un giovane paraplegico brasiliano che si alzerà da una sedia a rotelle, e camminerà per qualche metro, fino al centro del campo.

Qualcosa di emozionante, ma in cui il ruolo della tecnologia sarà tutt’altro che di “Serie B”: la tuta utilizzata dal giovane paraplegico sarà un esoscheletro controllato mentalmente da un dispositivo creato da Miguel Nicolelis. Per chi è a digiuno di robotica, lo scienziato brasiliano insegna neuroscienze alla Duke University in North Carolina, ed è uno dei principali ricercatori nel campo delle interfacce cervello-macchina (Brain Machine Interfaces, BMI).

Quanto alla protesi meccanica, stiamo parlando del culmine di anni di lavoro di un team internazionale di scienziati e ingegneri sul progetto “Camminare di nuovo”, e consente a chi ha perso l’uso delle gambe di muovere un paio di affidabili gambe robotiche leggendo le onde cerebrali delle persone. Il paziente viene calato nell’esoscheletro, quindi gli viene caricato una sorta di zaino sulle spalle e piazzata una cuffia per l’elettroencefalogramma, costituita da 32 elettrodi non invasivi. Il fulcro del sistema è in quella specie di zainetto: lì c’è il computer che processa le informazioni neurali “lette” dalla cuffia ad elettrodi, il sistema  idraulico che muove le gambe robotiche, e la batteria con due ore di autonomia. Un sistema di sensori e giroscopi fa poi in modo che non si perda l’equilibrio, in caso contrario si attiveranno una serie di airbag. Infine, alla base dei piedi robotici c’è un set di sensori che ad ogni passo manda all’utente un feedback che lo informa quando il piede è stato appoggiato.

Attualmente, il team di ricerca è impegnato nell’addestramento di 9 pazienti paraplegici di età compresa tra i 20 e i 40 anni, e ha aperto una pagina Facebook per documentare il progetto nei giorni che precedono la Coppa. Presto però arriverà anche un sito web per documentare il tutto. In attesa di quel 12 giugno…

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 07/04/14 alle ore 10:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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