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Dopo il cinema la Silicon Valley sbarca in TV

Oggi la tecnologia rappresenta un aspetto fondamentale della nostra vita quotidiana. Inevitabilmente quindi chi ha fatto nascere gli oggetti e i servizi che utilizziamo tutti i giorni non è visto solo come un guru tecnologico, un esperto di codici e di hardware, ma anche come un’icona, un mito, un simbolo. Personaggi le cui vite di sicuro offrono mille e più spunti per un racconto, biografie che possono solo esaltarsi con una macchina da presa, allora perché non farne un film? Magari immaginando di riunire i più grandi nella stessa casa, l’uno contro l’altro?

Qualcuno in realtà ha già rotto in parte del tabù: pensiamo a “The Social Network”, oppure a “Jobs”, uscito lo scorso anno. Entrambi, con la loro scia di polemiche e di fratture tra fan e addetti ai lavori, hanno diviso e fatto discutere. C’è chi parla di film-santino, c’è chi li difende, in nome di una racconto che va un po’ forzato, quando si parla di settima arte.

In ogni caso queste pellicole sembrano aver aperto una strada. E una conferma arriva dagli States, dove è stata trasmessa la prima puntata di “Silicon Valley”. Si tratta di una serie tv di 8 puntate (dal 6 aprile al primo giugno), il prodotto nato dall’ex autore di “Office Space” Mike Judge era molto atteso: non a caso è stato l’investimento di punta del network HBO sul mercato d’oltreoceano per questa stagione. Girata a Palo Alto, la serie ruota attorno a sei coinquilini, tutti programmatori, che se da un lato cercano di sfondare nella “Las Vegas” della tecnologia, dall’altro devono sottostare al caporalato di Erlich, che mette loro a disposizione un ranch detto “l’Incubatore”, ma a condizione che gli aspiranti imprenditori gli versino il 10% dei loro guadagni.

Un po’ narcisi, un po’ squattrinati, i personaggi principali hanno tutti nomi immaginari, ma sotto la patina imposta dal copione i veri protagonisti sono tutti i grandi nomi dell’industria hi-tech, Steve Jobs compreso. A questo proposito non mancano punte ironiche, dissacratorie, persino caustiche: nessuna beatificazione, e il primo a passare sotto il torchio sarà proprio il personaggio che incarna l’ex n.1 della casa di Cupertino: “Era uno sbruffone. Non ha mai scritto un codice”, è una delle battute che si possono ascoltare nel primo di alcuni trailer di lancio. Nella prima puntata c’è anche una breve comparsa dell’AD Google Eric Schimdt. Insomma, tutto fa pensare a un prodotto tv che non passerà inosservato.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 09/04/14 alle ore 12:00 e classificato in Lifestyle » Film, Musica & (e)Books . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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