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Non solo moda: i Google Glass a supporto dei malati di Parkinson

Google Glass non è ancora disponibile per il grande pubblico, ma la fase test è ormai agli sgoccioli. Negli USA è partita una vendita di prova di 24 ore, mentre nel resto del globo Mountain View continua a rifinire e migliorare il suo wearable product per eccellenza, affidandosi all’estro e alla creatività dei suoi explorer. Tanti, nuovi ed interessanti i modi in cui questo dispositivo potrebbe essere utilizzato: per giocare e per effettuare operazioni chirurgiche, per leggere i giornali e per guidare le auto. Tra questi però ve n’è uno particolarmente utile e ambizioso: utilizzare Glass come un sistema di supporto per persone affette da Parkinson.

Di fronte quindi non c’è un male qualsiasi, ma una malattia neurologica progressiva tra le più note, e in grado di colpire fino a 10 milioni di persone in tutto il mondo. La condizione si manifesta solitamente dopo i 50 anni per chi ne soffre, con sintomi motori tra cui rigidità, tremore o lentezza di movimento. Ne risentono l’equilibrio, l’andatura, i movimenti delle braccia e del viso, oltre a problemi che riguardano la deambulazione, la parola e la deglutizione. Ma a parte i segni fisici, c’è una miriade di fattori emotivi e sociali legati alla perdita di indipendenza, la fiducia sociale e l’imbarazzo.

Questo insomma il Golia con cui si sta misurando l’Università di Newcastle, in Inghilterra, dove è partito un programma di sperimentazione coordinato dal Digital Interaction Group. A guidarlo il Dott. John Vines, il centro di ricerca ha selezionato cinque volontari di età compresa tra i 46 e i 70 anni, per testare cinque paia degli “occhiali intelligenti” di Google. E, come spiega Vines, i Google Glass si sono rivelati notevolmente utili per migliorare la qualità della vita dei pazienti, ricordando loro di prendere i medicinali, permettendo di fare una telefonata o cercare informazioni sul web anche in presenza di difficoltà motorie o addirittura di tenere sotto controllo alcuni sintomi della malattia come la scialorrea, l’eccessiva salivazione e l’incapacità di deglutire la saliva.

Non solo. Indossando i Google Glass, anche in caso di una caduta improvvisa, il paziente può chiamare aiuto in modo efficace e tempestivo senza avere la necessità di muoversi. Lo studio dell’università di Newcastle è stato accolto con entusiasmo sia dalla comunità scientifica che dai malati, e già altri venti pazienti si sono uniti alla sperimentazione. Gli occhiali di Google, quindi, potrebbero avere un futuro nel campo medico?

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 16/04/14 alle ore 12:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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