Web & Social » Novità dal Web

Google analizza le mail a fini commerciali, scoppia nuovamente la polemica sulla privacy

La privacy si conferma uno dei temi più caldi per i colossi del web e, dall’altra parte della barricata, per gli utenti della rete. È il prezzo da pagare per non sborsare moneta sonante? O resta un patrimonio inviolabile, senza scambio che tenga? Domanda sottile e difficile, ma che torna d’attualità con la modifica da parte di Google dei suoi termini di servizio, già ritoccati a novembre scorso.

Mountain View vuole migliorare servizi e applicazioni per prevenire malware e spam, oltre che per conoscere l’utente a fini commerciali. Tuttavia la continua “lettura” e analisi delle mail non sembra convincere tutti. Sappiamo infatti come Google ormai “legga” in modo automatico le mail offrendo  appuntamenti, spedizioni, prenotazioni e altro ancora. Il motore di ricerca formalizza insomma qualcosa che già si sapeva, tanto da essere stato oggetto, negli USA, sia di una campagna denigratoria (Don’t get scroogled , “non fatevi fregare”) da parte del rivale Microsoft, sia di un tentativo una class action a marzo da parte di un gruppo di utenti, ma senza che il giudice distrettuale del Northern District of California Lucy Koh desse il via libera al procedimento.

Ma dal 14 aprile è stata una nuova opzione che permette a Google di leggere il contenuto delle mail, ovviamente sempre in modo automatico al fine di migliorare la pubblicità offerta all’utente, sia contestualizzandola in base al contenuto della mail, sia proponendola in fase di navigazione successiva.

Le intenzioni restano quindi le stesse, come anche le obiezioni, da una parte all’altra dell’oceano. Non è un caso che Google abbia già avuto grane nel Vecchio Continente: proprio pochi mesi fa, il Garante per la privacy italiano ha costretto il motore di ricerca a pagare un milione di euro di multa per la raccolta impropria di dati nel corso della mappatura fotografica delle strade realizzata da Street View, e più o meno nello stesso periodo il Cnil, garante della privacy francese, ha inflitto a Google una multa da 150 mila euro (la massima possibile per questa violazione) per non aver rispettato le linee guida sulla protezione dei dati personali vigenti in Francia.  Insomma, per Big G non sarà una passeggiata.

Commenti (2)
Questo articolo è stato pubblicato domenica 20/04/14 alle ore 11:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • maurooo
    di maurooo | 20/04/2014 11:44

    E adesso lo scoprite? Sono ormai anni che Google fa questa cosa, anche abbastanza alla luce del sole.

  • MICROMIKE
    di MICROMIKE | 21/04/2014 15:57

    E’ la scoperta dell’acqua calda, mi sembra anche che lo avvisa, dopo se noi accettiamo, è a tutti gli effetti un contratto tra la società e l’Utilizzatore finale. Senza con questo difendere le parti. Mia opinione.

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