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LinkedIn tocca quota 300 milioni di iscritti, prossimo obiettivo il mercato cinese

E anche lui ce l’ha fatta: LinkedIn, noto social network operante nell’ambito del business e delle opportunità professionali, ha finalmente raggiunto quota 300 milioni di iscritti in tutto il mondo. Disseminati in oltre 200 Paesi, circa due terzi (il 67%) al di fuori degli Stati Uniti, secondo il comunicato diffuso dal blog ufficiale.

In realtà il tetto dei 200 milioni era stato raggiunto solo a gennaio 2013, ma negli ultimi mesi si è verificato un vero e proprio boom di iscrizioni (+23 milioni di utenti), grazie anche al lancio di una versione beta in cinese, senza dimenticare servizi come l’incubatore di news Pulse e il network di presentazioni SlideShare, acquistato due anni fa. Così, nel celebrare il nuovo traguardo, LinkedIn analizza come è cambiata la propria base di utenti negli ultimi 5 anni, e come si è evoluto l’utilizzo che fanno della piattaforma.

La prima “rivoluzione” è quella del mobile: 5 anni fa LinkedIn aveva appena lanciato la propria app, e gli accessi da dispositivi mobili costituivano una parte infinitesimale del traffico complessivo sulla piattaforma. Oggi, invece, gli accessi da mobile sono circa il 50% del totale, e LinkedIn si è dotato di ben 5 app: LinkedIn, Contacts, Pulse, Recruiter Mobile e SlideShare. Oggi il mobile, a livello globale, fa numeri da capogiro: ogni giorno 15 milioni di visualizzazioni di profili, 1,45 milioni di visualizzazioni di posizioni lavorative aperte, 44mila visualizzazioni di candidature in circa 200 paesi.

Dal 2009 a oggi è cambiata anche la composizione degli utenti: allora gli iscritti erano per il 61% uomini e per il 39% donne, mentre in questa prima parte del 2014 il gap di genere si è ridotto: 56% di uomini e 44% di donne. Egualmente, si è ampliata anche la gamma dei settori produttivi presenti sulla piattaforma: se cinque anni fa LinkedIn era territorio prevalentemente di utenti dei settori dell’information technology, dei servizi finanziari e delle telecomunicazioni; adesso il primo settore è ancora quello dell’IT, ma al secondo posto ci sono le professioni sanitarie, seguite dal settore edile, da quello dell’educazione e dalle professioni amministrative.

Infine, l’evoluzione della diffusione geografica: 5 anni fa i 5 paesi più rappresentati su LinkedIn erano Usa, Regno Unito, India, Canada e Olanda. Oggi gli Usa mantengono il primo posto, seguiti da India, Brasile, Regno Unito e Canada. In Italia i membri sono oltre 6 milioni, ma il prossimo obiettivo è ambizioso: puntare alla Cina, dove si contano circa 140 milioni di professionisti (il 20% del totale mondiale), e “creare opportunità economiche per ognuno dei 3,3 miliardi di persone che compongono la forza lavoro globale”. Ci riuscirà? Staremo a vedere…

 

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 24/04/14 alle ore 10:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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