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Hacker alla riscossa: attacchi aumentati del 75% negli ultimi quattro mesi

Ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Il 2013 è stato un anno particolarmente attivo per gli hacker di tutto il mondo. E pare che neanche nel 2014 si scherzi: l’ultimo allarme-sicurezza si è registrato negli Stati Uniti, dove una falla informatica ha messo a repentaglio i dati di oltre 40 milioni di carte di credito. Per non parlare, poi, della ferita inflitta da Heartbleed al sistema crittografico del protocollo HTTPS e che ancora stenta a rimarginarsi. Insomma, una tendenza che non sembra trovare freno. Intanto c’è chi tira le somme.

Un primo documento a luci e ombre è l’Akamai Technologies’ State of the Internet report per il quarto trimestre del 2013, secondo cui negli ultimi 4 mesi del 2013 gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) sono aumentati del 75% rispetto al quadrimestre precedente, e di quasi il 23% in rapporto allo stesso periodo del 2013. L’incremento su base annuale ha riguardato soprattutto le imprese (+35%), mentre nel ranking per nazioni spicca su tutte la Cina con un +43%, seguita da Stati Uniti e Canada. Nel frattempo notizie positive arrivano sul terreno della connettività, visto che la penetrazione mondiale di internet è cresciuta del 3% a livello trimestrale, mentre il tasso di crescita sale al 5,5% se parliamo della velocità di navigazione. Al momento la media globale è di 3.8 Mbps, anche se metà delle nazioni in top ten ha visto un leggero calo dei dati. Trainano in questo senso USA e Irlanda con una media di oltre 10 Mbps, anche se il primato resta nelle mani della Corea del Sud con ben 22.7 Mbps.

Altra ricerca recente è quella svolta da Verizon con il suo report annuale Data Breach Investigations. La relazione contiene i dati raccolti tra 50 aziende e organizzazioni e riguarda oltre 63.000 “incidenti” di sicurezza e 1.347 falle di sicurezza accertate in 95 Paesi.  Numeri piuttosto ragguardevoli e in crescita rispetto al passato. In media si parla di circa 200 incidenti e 4 attacchi al giorno. Analizzando gli oltre 1.300 attacchi andati a buon fine, si scopre che i pirati informatici non sono dotati di grande fantasia. Il 72% di tutti gli attacchi hanno visto l’utilizzo di appena tre metodi: segno che, impegnandosi a fondo, è possibile rendere inermi i pirati informatici. Le istituzioni finanziarie, ad esempio, sono state oggetto di attacchi piuttosto ripetuti e consistenti. Nel 75% dei casi, però, si è trattato di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), mentre al secondo posto troviamo l’ormai “classicissimo” furto dei dati di carte di credito. In aumento anche i casi di attacchi condotti dall’interno: il report censisce oltre 11mila “incidenti” e 113 attacchi andati a buon fine grazie al supporto di una fonte interna all’organizzazione attaccata.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 28/04/14 alle ore 10:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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