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Wnf 2014: la musica del futuro, secondo Giorgio Moroder

Cosa può legare miti della musica come Donna Summer e Cher, David Bowie o Freddie Mercury? Beh, se pensate che qualcosa ci sia, metteteci pure la firma di Hansjörg Moroder, per tutti Giorgio, sul loro successo.

Il suo nome è un must per tutti gli addetti ai lavori, ma non solo: è stato lui che con un pezzo da ballare come I Feel Love oppure Hot Stuff ha saputo vedere il futuro nella musica, nel segno della dance e dell’elettronica. Sue anche le colonne sonore di cult movie quali American Gigolò, Scarface, Fuga di mezzanotte, Flashdance, Top Gun, tali da assicurarsi un palmarés di tre Oscar e altrettanti Grammy Awards. E poi i milioni di dischi venduti in tutto il mondo con i brani scritti o prodotti per stelle delle show-biz musicale: pensiamo a Call me con i Blondie, Notti Magiche con Nannini e Bennato per i Mondiali di Italia ’90, oppure Midnight dei Coldplay. Non stupisce allora che i Daft Punk gli dedichino addirittura un brano nel loro ultimo album Random Access Memories, dal titolo Giorgio by Moroder.

Insomma una carriera da incorniciare, eppure a 72 anni Moroder viaggia ancora per il mondo. Il suo credo del resto è uno e uno solo: essere uno di quegli italiani che sanno sempre esportare la creatività, per adattarla con ciò gli che succede intorno. Anche (e soprattutto) con la tecnologia:  per questo il Wired Next Fest non si è dimenticato di lui, dedicandogli ben due eventi in programma.  Il primo chiuderà la seconda giornata, sabato prossimo, e in una cornice fatta su misura per lui. Lo incontreremo infatti nel suo habitat, visto che dalle 22.30 sarà l’assoluto protagonista in una vera e propria disco house. E visto che si sente “nato per far ballare la gente”, il pubblico del Fest ballerà con lui nel parco, trascinato da un suo DJ set inedito ed esclusivo.

Domenica alle 14.30 sarà invece il momento di parlare della sua musica e di quella che sta fiutando, e di spiegare come è nato, come si è nutrito suo talento. Sarà anche il momento di discuterne, per cercare di cogliere quello che sarà “the sound of the future”. Allora ci confronteremo con un padre della dance che però ha lasciato l’avanguardia pura, cerca sempre nuovi modi di proporre e ricevere musica, e sperimenta. Tra nuovi remix e quella che lui stesso ha definito come una “riscoperta della musica popolare”.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 13/05/14 alle ore 16:00 e classificato in Lifestyle » Eventi . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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