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Cosa fare sui social quando… voglio iniziare a praticare uno sport

Prima di rispondere alle nostre domande Gloria Bevilacqua (questi i suoi profili su Facebook e Twitter) ci manda una piccola premessa:Non sono una specialista di sport e credo di non potermi neppure definire un’appassionata di social media. Se proprio devo trovare una definizione sono una persona che sta sperimentando con molta soddisfazione il suo corpo nel movimento e che lo sta facendo a un’età decisamente adulta, anche grazie alle relazioni nate in spazi social. Quello che penso a riguardo viene dunque dalla mia esperienza personale e dallo sguardo professionale, visto che ho un bagaglio da psicologa organizzativa e psicoterapeuta”.

Bene Gloria, siamo molto curiosi: secondo te i social media possono davvero aiutare a iniziare e mantenere un’attività sportiva?
I social media per me sono degli spazi interessanti, dove è possibile condividere le informazioni con persone in sintonia con noi e le nostre passioni. Visto che spesso lo sport è una passione direi che i social media possono essere uno dei posti da frequentare. Se io ho un interesse legato alla pratica dello sport posso sicuramente raccogliere notizie, risorse e pareri in modo semplice e intuitivo riuscendo ad andare spesso direttamente all’emittente originario. Lo posso fare liberamente, quando lo voglio io e nel modo che mi è più congeniale. In fondo funziona esattamente come negli spazi fisici: le persone si incontrano, si conoscono, decidono se l’altro può diventare qualcuno da ascoltare e con cui confrontarsi in modo reciproco. Io personalmente ho iniziato a correre due anni fa dopo aver letto molti post sulla corsa scritti da persone che stimavo per altre sintonie mi son detta “se lo hanno fatto loro, perché non io?”. Così ho cominciato un po’ per scherzo e un po’ per sfida a camminare e poi a corricchiare. A distanza di due anni devo ammettere che l’attività fisica oggi ha un’importanza fondamentale nella mia quotidianità, addirittura quando capita di non riuscire a praticarla quanto vorrei mi manca, segno che ormai è diventata un’abitudine forte e stabile. Come ho già scritto il movimento per me non è sport, non è competizione, non è tecnica. È qualcosa che viene prima, molto prima, da quando da bambini abbiamo iniziato a muovere i primi passi a gattoni e abbiamo sperimentato l’estrema forza della nostra motivazione e della nostra volontà. È letteralmente muovere il nostro corpo, lasciargli fare quello che sa fare meglio. Sentirci, ascoltarci, lasciare fare e goderci un po’ le sensazioni che arrivano mentre arrivano. Giocare, non come sinonimo di superficialità, ma di leggerezza e profonda concentrazione, come quando eravamo bambini e il gioco era la cosa più seria del mondo. La condivisione sui social portata nel reale aiuta a sperimentarsi in questo percorso, io vi suggerisco di provare!

Proviamo! Ma il rischio per molti è limitarsi a leggere e commentare “imprese” altrui…
Il bello dei social media sta nella possibilità di valorizzare le differenze all’interno di un contesto specifico: quello che penso e sperimento io nella mia pratica di corsa, con tutti i limiti che ha la mia esperienza, può avere il medesimo valore di quello di un super esperto agli occhi di chi si percepisce in sintonia con me, con i miei bisogni e caratteristiche. In altre parole si costruiscono in modo spontaneo delle comunità di simili che condividono un interesse, un modo di affrontare lo sport e il movimento e soprattutto di costruire nuove abitudini e nutrire la motivazione che ci porta concretamente a fare, ad agire nel reale. Se agisco costruisco nuovi pezzi di me e delle mie possibilità. Se mi limito solo a leggere, interagire, raccogliere informazioni mi sto rifugiando in un mondo che esiste in teoria, ma non in pratica. Nello sport e nella vita abbiamo bisogno di azioni e di concretezza, senza quelle le parole dette o scritte contano poco.

Cosa devo fare o non fare sui social per mantenere l’entusiasmo e non farmi scoraggiare?
Nei social media si legge, si scrive, si condivide qualcosa con qualcuno.
Ovviamente ci sono tante persone e tantissime informazioni, proprio per questo diventa indispensabile chiedersi cosa si vuole ottenere. Questo sicuramente è il primo passo: capire cosa voglio e quante energie sono disposto a investire su questo obiettivo. Una volta identificato (anche in modo sommario e momentaneo) quello che voglio raggiungere mi verrà spontaneo trovare delle persone che abbiano il mio stesso bisogno o desiderio abbinate alla mia sensibilità. E magari dopo aver letto/ascoltato comincerò a interagire anche in modo attivo, domandando e ponendo questioni che m’interessano. In fondo la modalità comunicativa non è così differente da quella che si ha nei luoghi fisici, dove ci si conosce ascoltando e parlando. Come sempre nella vita ci sarà chi la vede differentemente da me o che utilizza gli spazi social in un modo diverso dal mio, con altri obiettivi e modalità. Sta a me decidere fino a dove voglio confrontarmi in modo dialettico e quando invece è bene evitare di disperdere le mie energie in confronti poco produttivi e cercarne altri generativi, entusiasti, positivi. Come ho scritto quando il nostro corpo cambia -è inevitabile- cambiamo anche noi al nostro interno e anche nelle nostre relazioni con gli altri. Magari non ce ne accorgiamo, forse perché questo avviene per micro modifiche o forse la nostra attenzione è indirizzata ad altro. Fatto sta che i mutamenti di forma che innesca il movimento portano spesso a vere e proprie metamorfosi e che forse occorre farci caso per indirizzarli verso quello che vogliamo diventare, verso quello che decidiamo di essere. A me piace pensare a questo processo in termini di costruzione di una nuova armonia, una parola che viene dal greco e significa disposizione, proporzione, connessione. Ha la medesima radice [ar-] che indica unione e disposizione, comune anche ad “arte” e “aritmetica”. Lo collego all’armonia musicale, alla ricerca continua e costante di quello che funziona in modo mobile e sperimentale.
Non facile, ma bello.

Esistono social media (o gruppi) specifici per chi vuole iniziare l’attività sportiva?
La risposta è sicuramente si: ci sono talmente tanti social media e gruppi specifici che sicuramente ne possiamo trovare uno (o più di uno) in linea con le nostre caratteristiche e i nostri obiettivi. Ci sono spazi dove è possibile confrontare le proprie prestazioni e conoscere persone con cui praticare sport in compagnia, altri dove condividere le immagini più rappresentative delle attività sportive, altri dove ci si organizza per gare o metodologie di allenamento. Davvero in questo momento c’è di tutto a disposizione. Io sono molto contenta di aver cominciato a condividere le foto che faccio quando corro su Twitter e Instagram perché uno degli aspetti che mi piace di più del correre è riuscire a cogliere dei dettagli di bellezza inattese. Invece personalmente evito di condividere i tempi perché non è il mio focus e soprattutto… perché farei un po’ ridere! Un gruppo di cui faccio parte sin dalla sua creazione e a cui sono particolarmente affezionata è Runningformommies, un insieme di mamme che corrono “non solo dietro ai figli” e che, con modi spesso inaspettati e creativi, riescono a trovare lo spazio e il tempo di prendersi cura di sé attraverso la corsa. Ci ritroviamo su Twitter, Facebook, Instagram con l’hashtag #runningformommies, adesso anche sul blog e -sempre più spesso- anche dal vivo. Quello che più mi ha stupito di questa frequentazione è la quantità di motivazione ed emozione che è possibile scambiare sui social. Raccontando e ascoltando le narrazioni delle vite degli altri ci emozioniamo e partecipiamo alle emozioni di chi sentiamo in sintonia con noi: i loro successi diventano i nostri successi, ci si scambia entusiasmo, energia e supporto quando qualcosa non va per il verso giusto con un’intensità che non sospettavo potesse arrivare davvero fino a quando l’ho sperimentata di persona.

Quali sono gli sport più “social”?
Mi viene spontaneo rispondere tutti. Perché tutti gli sport possono essere raccontati e tutte le esperienze di movimento e di sperimentazione corporea possono venire condivise e in qualche modo amplificate dal confronto con gli altri. Noi esseri umani, nella nostra componente più sociale, abbiamo bisogno di far parte di un qualche insieme di persone con valori ed esperienze simili, è un’esperienza che ci tranquillizza e ci aiuta a fare la strada in modo meno faticoso e più piacevole. Insieme, è più facile metterci in movimento e cercare di diventare quello che già siamo.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 04/06/14 alle ore 16:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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