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Rifiuti elettronici: lo smaltimento in Italia si avvicina alla media UE

Se la tecnologia fa parte di ogni momento della nostra giornata, di ogni nostra attività, è vero anche che l’arrivo di sistemi e modelli sempre nuovi ci spinge sostituire i nostri PC, cellulari ed elettrodomestici con prodotti sempre più performanti… ma quelli vecchi? Spesso non sappiamo che farne, li accumuliamo in casa, li buttiamo nei cassonetti della raccolta indifferenziata o peggio li abbandoniamo in strada. Doveroso allora domandarsi se la raccolta di questi apparecchi elettrici ed elettronici, i cosiddetti Raee, funzioni a regola d’arte, secondo principi e norme precise: la posta in palio del resto è piuttosto alta, visto che in caso contrario sarebbe impossibile il recupero di tante materie prime come rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro e metalli vari, tutti riutilizzabili per produrre nuovi device e ridurre l’impatto sui territori.

Dunque che fine fanno? A dispetto degli scettici e dei pregiudizi consolidati, secondo gli ultimi dati lo smaltimento è efficace (anche se migliorabile), e l’impegno che viene richiesto ai cittadini per avere un impatto minore sull’ambiente è ripagato e sensato.

A occuparsi dello smaltimento in Italia è il Cdc Raee, società di coordinamento dei centri di raccolta. Non manca un certo gap dato dal ritardo con cui in Italia è partita la raccolta (soltanto nel 2007), ma il nostro Paese sta correndo per cercare di arrivare alle quote dettate dalla UE. La strada non è facile: nel 2013 sono stati raccolti quasi 226 milioni di chili di Raee (dalle lavatrici agli smartphone), pari a 3,8 kg per abitante. Un quantitativo inferiore ai 4 kg posti come obiettivo dall’Unione fino al 2015 (poi l’asticella verrà alzata) e che erano stati raggiunti negli anni scorsi grazie al giro di sostituzione degli apparecchi tv seguito all’arrivo del digitale terrestre. A livello geografico invece il Paese è spaccato in due, con il Nord (4,77 kg per abitante) che conta da solo il 65% del totale dei centri di raccolta contro il Centro (3,77) che ne ha il 15 e il Sud (2,46) il 20%. È poi abbastanza rilevante il fenomeno del furto dei Raee e delle discariche abusive, visto che il traffico delle materie prime ha la sua appetibilità, soprattutto per la criminalità organizzata. Ecco perché è importante diffondere la cultura del riciclo, anche di questi rifiuti.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 30/06/14 alle ore 16:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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