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Android: un solo nome, infinite personalizzazioni

Si dice Android, ma si legge “enorme piattaforma che gira sulla maggior parte dei dispositivi mobili venduti al mondo”. Negli ultimi anni il sistema operativo mobile in mano a Google è diventato una realtà davvero importante, scelta da moltissimi produttori di smartphone, tablet e altre categorie minori per la gestione del proprio hardware. Il suo sviluppo ha subito una metamorfosi nel tempo, che ha portato alla nascita di diverse versioni di Android personalizzate; alcune di queste sono diventate dei veri e propri pilastri in grado di raccogliere il consenso di moltissimi utenti.

Fra queste come non citare Android montato sui moltissimi dispositivi Samsung, sicuramente tra i più venduti in tutto l’intero settore. Il produttore sudcoreano utilizza da tempo la sua interfaccia personalizzata TouchWiz che, nonostante l’enorme numero di critiche per i bug e per la scarsa fluidità su alcuni dispositivi molto economici, è cresciuta molto. Oggi si trova in uno stadio avanzato, giunto con prepotenza con l’arrivo di Galaxy S5 al MWC 2014: interfaccia più flat e più semplice. Come non citare poi la Optimus UI, prodotto di LG presente in tutta la linea Optimus e nei top di gamma proposti negli ultimi anni. La sua ultima forma è stata abbastanza apprezzata perché alleggerita rispetto alle precedenti, con la possibilità di rimuovere molte app personalizzate LG senza rinunciare alle varie funzioni Knock per lo sblocco intelligente del dispositivo. In mezzo alle danze dei surrogati Android troviamo, ovviamente, anche HTC Sense. Senza dubbio una delle personalizzazioni più apprezzate, giunta in una versione estesa con l’arrivo di HTC One (M7) e migliorata poi col nuovo HTC One (M8), ha proposto un’esperienza di utilizzo di Android decisamente differente, fortemente influenzata dalla presenza di BlinkFeed, sezione dell’interfaccia che combina informazioni di più tipologie. Da citare anche Xperia UI e Emotion UI, rispettivamente di Sony e di Huawei. Se la prima è notoriamente più attenta all’eleganza, la seconda è più propensa alla personalizzazione colorata.

Disporre di uno smartphone Android personalizzato dal produttore è sicuramente una cosa positiva per il mercato, che diversifica l’esperienza utente dei vari clienti. Ma è sempre un vantaggio avere Android non puro? Dipende. Maggiori app personalizzate da eseguire significa maggiore risorse da sfruttare, e spesso meno autonomia e reattività dei prodotti con Android stock, come i Nexus ad esempio. Android L sarà forse una nuova svolta per le versioni personalizzate di Android? Siamo destinati a vedere smartphone e tablet Android ancora più originali? Nel frattempo, basti sapere che l’interfaccia dell’OS di Google non si ferma a ciò che troviamo quando compriamo il telefono, ma che è sempre possibile effettuarvi modifiche grazie ai launcher ed i widget presenti sul Play Store.

In collaborazione con Ridble

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato lunedì 07/07/14 alle ore 10:00 e classificato in Mobile & Tech » Smartphone & Telefoni . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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