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Project Ara: lo smartphone modulare prende forma grazie a Google

Nel contesto del Google I/O 2014 l’azienda di Mountain View ha presentato diversi prodotti interessanti. Alcuni di questi sono già pronti per arrivare sul mercato, altri invece sono ancora in pieno sviluppo. È il caso di Project Ara, smartphone molto atteso dall’intera comunità del web nato principalmente a livello concettuale dalla mente di Dave Hakkens, fondatore di PhoneBloks.

I primi concept inerenti allo smartphone componibile, in grado di essere disassemblato in tutti i suoi chip che seguono una struttura logica decisamente semplificata rispetto a quelle attuali, li avevamo già visti tramite alcuni video trailer che hanno invaso il web alcuni mesi fa. Bene, PhoneBloks non si è fermato a semplici teorie, ma ha trovato più partner pronti ad aprire le porte al settore dei dispositivi modulari; fra questi c’è anche Motorola, azienda assorbita da Google tempo fa, ceduta poi a Lenovo. Nel passaggio da un big all’altro però, la divisione di sviluppo ATAP nata all’interno di Motorola rimane all’interno del recinto di Google: nasce concretamente, con un’azienda pronta ad investire davvero tanto, Project Ara. In cosa consiste, tecnicamente? Semplice, in un terminale composto da più moduli a se stanti, che possono essere sostituiti in maniera rapida ed economica in caso di necessità. In poche parole, se non dovesse più piacerci la fotocamera del nostro telefono, potremmo sostituirla con un blocchetto più potente, lasciando inalterato il resto. Volendo semplificare possiamo dire che si tratta di portare una realtà che ormai da anni è consolidata per i computer fissi anche sui device mobili. Certo è che riducendo di molto la scala di lavoro le difficoltà tecniche aumentano e anche tanto.

Proprio di questo ha parlato durante l’I/O Paul Eremenko, a capo della parte tecnica del progetto. Nel corso della conferenza è stato presentato Spiral 1, il primo prototipo dello smartphone modulare. Durante l’accensione purtroppo ci sono stati dei problemi e il prototipo si è bloccato in fase di boot del sistema operativo Android. Nonostante questo, già solo vedere un prototipo in plastica e circuiti a pochi mesi dalla partenza del progetto è molto soddisfacente. Naturalmente però, come dicevamo prima, Eremenko ha sottolineato come il lavoro da fare sia ancora molto.

Alta riparabilità, personalizzazione e apertura verso nuove frontiere incontrano l’inizio di uno sviluppo di nuovi sensori, i quali verranno distribuiti come piccoli blocchetti un giorno, da incastrare all’interno dello smartphone che verrà alla luce proprio da Project Ara. Più fotocamere, batterie e display, meno o più potenti, ma non solo: Google annuncia che premierà con 100.000$ chi svilupperà un sensore per il dispositivo completamente differente da quelli già in commercio, spronando nuove aziende a portare nuove tecnologie sui device tascabili.

In collaborazione con Ridble.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 09/07/14 alle ore 16:00 e classificato in Mobile & Tech » Smartphone & Telefoni . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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