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Risoluzione QHD: il futuro brillante dei display

Sono bastati sei mesi dall’inizio del 2014 per avere una nuova serie di terminali top di gamma davvero interessanti. HTC ha continuato a sviluppare il suo One, proponendone una versione aggiornata e corretta, sempre caratterizzata da un ottimo design. Samsung con il suo S5 punta alle necessità degli utenti: telefono waterproof, con una fotocamera ultrarapida e un display grande. Anche Nokia ci prova con il suo Lumia 930: industrial design, policarbonato e fotocamera PureView da 20 Megapixel. C’è l’imbarazzo della scelta

Il marchio che è emerso con un carattere non concvenzionale è però LG. L’azienda, con G3, ha voluto segnare un punto di rottura netto con il passato, e l’ha fatto puntando tutto sul display. A quanto pare il Full HD non è più sufficiente. Ecco che lo schermo acquista 0,3 pollici in più rispetto alla generazione precedente per fare posto ad una mole di pixel impressionante: parliamo di una risoluzione QHD, caratterizzata cioè da 2560 x 1440 pixel. Qualcosa di impensabile fino a qualche anno fa; quasi 3.7 milioni di pixel, in uno smartphone. Questa corsa all’aumentare dei PPI ha avuto sicuramente i suoi enormi vantaggi: i telefoni di oggi appaiono estremamente più leggibili delle generazioni precedenti. La propagazione dei contenuti in HD ha reso apprezzabili video e foto ad alta qualità anche su device che portiamo sempre con noi. Il periodo che va dal 2013 fino a metà del 2014 ha visto protagonisti top di gamma con display quasi sempre Full HD. Ora sembra che ci troviamo di fronte ad una vera e propria transizione, portata avanti non solo da LG: anche il produttore cinese Oppo ha voluto puntare sul QHD con il nuovo Find 7, telefono con caratteristiche hardware vicine a quelle di G3. Sono questi i nomi che fanno da rampa di lancio per il QHD.

Se da un lato però possiamo mettere le mani su chermi davvero unici, definiti e ultrafedeli, dall’altro dobbiamo far fronte ad una problematica abbastanza importante: la batteria. Illuminare un numero maggiore di pixel implica dover sfruttare necessariamente più energia a disposizione. Come può la cosa non andare ad intaccare il tempo utile durante il quale il nostro telefono ci accompagna durante la giornata? I modi per evitare che ciò accada sono fondamentalmente due: una maggiore ottimizzazione della gestione del risparmio energetico, che ad esempio verrà nei telefoni Android introdotto con l’arrivo di Android L, e dei moduli batteria più concentrati. Riusciremo davvero ad avere display mozzafiato, senza rinunciare ad una autonomia in grado di garantire un utilizzo di almeno una giornata piena?

In collaborazione con Ridble.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 10/07/14 alle ore 10:00 e classificato in Mobile & Tech » Smartphone & Telefoni . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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