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Scattare fotografie con la forza del pensiero? Facile con l’app MindRDR per Google Glass

Guardare col pensiero. È una favola per bambini? Un sogno irrealizzabile? No: già dalla fine del 2012 si indaga sulle cosiddette interfacce cervello-macchina (BCI), ovvero la possibilità di controllare alcuni dispositivi elettronici attraverso l’attività cerebrale, e un primo risultato su scala ridotta lo si è potuto apprezzare all’ultimo Wired Next Fest di Milano, grazie al lavoro di Jens Schwarzbach e del suo Centro Interdipartimentale Mente/Cervello presso l’Università di Trento, con un dispositivo grazie al quale visitatori hanno potuto guidare una piccola automobile, il tutto misurando la loro attività cerebrale. Ora però si punta al salto di qualità, attraverso la sperimentazione dei Google Glass. Non è però Mountain View la protagonista di questa novità, bensì un’azienda londinese, la This Place, pronta ad annunciare un sistema sensoriale grazie al quale potremo controllare il dispositivo utilizzando le onde cerebrali.

Fino ad oggi era possibile navigare nel menu e usare i Glass toccando il touchpad integrato o parlando al microfono, ora invece questo limite si supera grazie al sensore elettroencefalografico Mindwave Mobile NeuroSky, un archetto da posizionare sulle tempie, e con l’app MindRDR, sviluppata appunto da This Place.

L’auricolare e il software si possono dunque considerare come ponte che collega la mente con i Glass, traducendo l’attività cerebrale captata dal biosensore EEG in comandi eseguibili dal software degli occhiali high-tech. Nello specifico, MindRDR visualizza una sottile linea bianca sullo schermo di Glass che si muove verso l’alto se aumenta la concentrazione dell’utente sull’obiettivo, che in questo caso è scattare la foto; una volta che la linea raggiunge la cima, la fotocamera degli occhiali scatta una foto ed è quindi sufficiente ripetere la procedura per caricare l’immagine su un social network.

Al momento, il software può solo catturare delle immagini e caricarle su Facebook o Twitter, ma il codice sorgente dell’app è disponibile per gli sviluppatori gratuitamente su GitHub, nella speranza che altri utilizzeranno la tecnologia per progetti più avanzati. Per il futuro, i creatori di MindRDR ritengono che l’applicazione possa essere un grande aiuto per le persone che non possono muoversi per conto proprio, come tetraplegici o persone affette da sclerosi multipla e più in generale chi non può muoversi autonomamente.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 14/07/14 alle ore 13:45 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.
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