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Selfie e post-it: così si racconta il viaggio in modo smart

Se è vero che il mondo è bello perché vario, non fanno eccezione le scelte per le nostre vacanze, spulciando la meta che fa per noi. In tanti restano intrappolati nel binomio mare e montagna, quasi non ci fossero terze vie.

Viaggiare è sicuramente impegnativo, vero, ma tappa dopo tappa, raccontiamo e viviamo un’esperienza unica, comunque la si veda. Percorsi inediti e deviazioni, posti sognati da sempre o consigliati dagli amici, non c’è dubbio: prendere lo zaino, una macchina o un mezzi di fortuna resta uno dei momenti creativi per eccellenza. E pensando alle potenzialità delle tecnologie, della connettività, non ci stupiamo che in giro ci siano casi come quello di Matteo Fiorio, raccontato da Wired.

Matteo ha percorso la bellezza di 2.900 km tra USA e Canada dal 31 gennaio al 9 febbraio scorso, documentando il tutto con delle selfie, abbinate a brevi descrizioni di orari e spostamenti attaccate sul corpo grazie ai foglietti gialli per definizione. E così da New York a Broadway, da Times Square al Guggenhiem, da Manhattan a Wall Street e Brooklyn, il viaggio è partito dalla Grande Mela per toccare tutte le tappe d’obbligo lungo la costa occidentale degli States. Rhode Island e Massachussets, New Hampshire e il New Jersey, fino alle cascate del Niagara, e poi in volo verso il Canada con Toronto, il ragazzo di San Bonifacio (Verona) ha raccontato tutti i momenti chiave con una combinazione di fatto geniale, che cerca di legare tradizione e innovazione.

Il viaggio di Matteo si è così trasformato nel progetto One hour one pic journey, affinché, oltre le classiche foto, restasse qualcosa in più, ovvero il racconto dettagliato di movimenti, spostamenti ed emozioni. Libertà, insomma, ma anche regole, per disciplinare uno spostamento che, durato 10 giorni, lo ha visto macinare km, guidare per 30 ore, attraversare due Paesi, scattare 172 immagini, al netto di quelle portate a casa con la Reflex.

“Oggi si parla molto delle selfie, ma la vita e le interazioni con le persone vanno vissute, non deve esserci abuso”, racconta Matteo. “Forse tra un anno non sarà più di moda”, aggiunge. In ogni caso, ecco intanto un bell’esempio da raccontare. E se siete con lo zaino in spalla, provate a seguirlo…

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 18/07/14 alle ore 10:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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