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Google Genomics: il contributo di BigG alla scienza medica

Google è famosa in tutto il mondo per due categorie di prodotti: il primo è ovviamente l’onnipresente motore di ricerca che dagli anni ’90 in poi ha permesso a miliardi di persone di cercare notizie e informazioni a colpi di risposte in millisecondi; il secondo è Android, il sistema operativo mobile che da qualche anno a questa parte si è aggiudicato la corona di soluzione per smartphone, tablet e altro più utilizzata al mondo.

Google però significa anche ricerca nei campi più disparati. Abbiamo la soluzione di Google per la consegna di pacchi attraverso droni, oppure la macchina che si guida da sola o ancora il progetto Genomics che ha fatto parlare molto di sé in questi giorni. Genomics come dice il nome rimanda naturalmente al “genoma”, ovvero quella serie di istruzioni contenute all’interno dei nostri geni presenti in ogni singola cellula del corpo umano, che nella sua totalità costituisce il DNA.

L’interesse di Google per questo genere di tematiche può naturalmente sembrare abbastanza lontano da tutti gli altri oggetti tecnologici che l’hanno resa famosa in questi decenni; Genomics però utilizza una tecnologia di cui Google è la campionessa mondiale: database. Questo progetto infatti ha lo scopo di creare un enorme database comune al quale tutte le aziende farmaceutiche, biotecnologiche e di ricerca nel campo biologico possono accedere in modo da confrontare i propri dati con quelli di migliaia di altre realtà sparse per il globo. Questo genere di approccio è stato ovviamente pensato da tempo ed effettivamente oggigiorno esistono interi database creati appositamente per la caratterizzazione tridimensionale di proteine, o ancora sul grado di omologia di sequenze genetiche appartenenti a varie specie per la ricerca di “codice condiviso” fra esseri apparentemente molto diversi fra loro.

La soluzione di Google potrebbe essere vincente perché il costo che le università e gli enti di ricerca debbono sostenere per poter usufruire del cloud di Big G, varia dai 25$ all’anno per librerie grandi fino a 100 GB, fino ai soli 0,25$ annuali per dati che occupano solo 1 GB di spazio. Questo è possibile perché molto spesso questo genere di ricerca genera dati molto pesanti in termini di spazio occupato che però nel tempo vengono mano a mano scremati e assottigliati.

Questo tipo di soluzione creata da Google si muove insieme a tante altre piccole iniziative ideate all’interno dei Google X Life Sciences al fine di aiutare a prevenire e curare meglio le maggiori patologie di cui attualmente soffre l’uomo occidentale. Ne scopriremo i vantaggi effettivi nei prossimi anni.

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Questo articolo è stato pubblicato sabato 15/11/14 alle ore 10:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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