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L’eCommerce in Italia a +18% vale 20 miliardi di euro. Lo smartphone vola a +63%

L’eCommerce B2c, quello che tutti noi effettuiamo quotidianamente da casa o in mobilità, continua a crescere ed entro la fine dell’anno raggiungerà un valore di 20 miliardi di euro con una crescita del 18%, con una penetrazione sul totale acquisti Retail in tutta Italia del 5%. Balzo in avanti strepitoso dello smartphone che registra un +63% sulle transazioni effettuate, che equivalgono a 3,3 miliardi di euro. I web shopper italiani sono 19 milioni (+7%).

I dati sono stati diffusi questa mattina dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm nel corso del convegno “eCommerce B2c in Italia: esame di maturità per l’offerta”.
Ed entrando un po’ più nel particolare, il Turismo (+10%) si conferma il primo comparto dell’eCommerce italiano, ma a crescere a tasso più sostenuto sono Informatica ed elettronica di consumo (+ 28%), Abbigliamento (+ 27%). Tra i settori emergenti raggiunge si distinguono Arredamento e home living (+48%) e Food & Grocery (+30%).

Ma se i dati sono tutti con segno positivo, ciò non significa che la situazione sia del tutto rosea. “I risultati ci soddisfano parzialmente - afferma Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano - poiché anche nel 2016 non riusciamo a recuperare terreno rispetto ai principali mercati stranieri comparabili al nostro (UK, Francia e Germania), dove l’eCommerce raggiunge penetrazioni da due a quattro volte superiori. In questo scenario, l’offerta è chiamata a un esame di maturità. Servono capacità di investimento e di innovazione per rendere sempre più semplice e appagante l’esperienza di acquisto, pazienza (intesa come consapevolezza di non poter essere profittevoli da subito), e coraggio (ossia credere con determinazione di potercela fare). Le Dot Com hanno percorso questa strada e continuano a crescere più delle imprese tradizionali (+28% vs +10%). Gli operatori tradizionali, dal canto loro, hanno fatto finalmente il primo passo e devono ora giocare la partita fino in fondo, provando a innovare e facendo contemporaneamente leva sugli asset che li contraddistinguono: base clienti significativa, patrimonio informativo sulle loro abitudini di acquisto, punti vendita sul territorio, e conoscenza estremamente approfondita del mercato e dei prodotti”.

A queste parole fa eco Roberto Liscia, presidente Netcomm: ”Il 2016 è stato l’anno più importante per l’eCommerce, durante il quale si sono affermati nuovi modelli di business guidati dal concetto del cross. Cross border, cross canalità e cross device: sono questi i nuovi termini del commercio elettronico, che raccontano l’evoluzione a partire dai nuovi modi di comportamento degli shopper. Gli acquirenti comprano da siti italiani e stranieri, confrontano i prodotti sia nel canale fisico che in quello digitale e lo fanno attraverso smartphone e PC. Il digital export rimane comunque un’opportunità che l’Italia non riesce a cogliere a causa della piccola dimensione delle proprie imprese, che non riescono ad aggredire i mercati esteri. L’impegno di Netcomm è quello di incentivare la creazione di distretti digitali e consorzi di imprese attraverso strumenti finanziari, fiscali e promuovendo la nascita di iniziative finalizzate ad aggregare l’offerta attraverso attività legislative a supporto dell’eCommerce italiano”.

Tornando ai web shopper, ossia i consumatori che hanno effettuato almeno un acquisto online nell’anno, in Italia crescono del 7% annuo e raggiungono quota 19 milioni, pari al 60% circa degli internet user. Tra questi, gli acquirenti abituali, quelli che effettuano almeno un acquisto al mese, raggiungono i 12,9 milioni e generano il 91% della domanda totale eCommerce (a valore), spendendo online in un anno, mediamente, 1.382 euro ciascuno[1]. Il bacino di utenti dell’eCommerce B2c italiano è decisamente inferiore a quello dei principali mercati eCommerce europei: in UK gli web shopper sono 48 milioni (l’85% degli internet user), in Germania 55 milioni (l’81% degli internet user) e in Francia 41 milioni (il 76% degli internet user).
Infine l’Export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, cresce nel 2016 del 17% e supera i 3,4 miliardi di euro, con Turismo e Abbigliamento che risultano i comparti più incisivi (78% del mercato).

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 18/10/16 alle ore 16:30 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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