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Tanta cultura, poco digitale: solo il 52% dei musei italiani è sui social e il 43% non ha ancora un sito

Il bicchiere mezzo pieno è che sempre più musei italiani sono presenti in rete e sui social. Quello mezzo vuoto è che i numeri evidenziano un ritardo digitale a tratti incomprensibile oltre che inquietante.
Che non ci sia nessuna struttura culturale italiana tra le 10 più visitate al mondo, può derivare dal fatto che lungo la Penisola possediamo uno straordinario patrimonio fatto di 4.976 musei, aree archeologiche e monumenti (1 ogni 12.000 abitanti): e in qualche modo questa ricchezza va sicuramente frastagliare le classifiche “quantitative”. Ma, nel complesso, le cifre diffuse oggi dall’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali – Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, indicano come tra cultura e digitale il divario sia ancora tanto, troppo.

Soltanto il 52% dei musei italiani possiede, infatti, un account su almeno un social network, solo il 13% ha un profilo sui tutti e tre più diffusi, ovvero Facebook, Twitter e Instagram, il 43% delle strutture non ha ancora un sito web.

Tra i segnali positivi che devono spingere nel ricercare più velocemente possibile la diffusione digitale, c’è l’analisi del sentiment: emerge, infatti – sottolineano i ricercatori – che il 46% dei contenuti pubblicati su Twitter ha una valenza positiva, mentre solo il 18% parla dei musei in modo negativo e il 22% neutro. Il restante 14% è off topic, ossia il post contiene il nome del museo ma senza riferimento esplicito al suo contenuto. Nonostante su molti servizi si riconosca una carenza di offerta, nel pubblico prevale dunque un atteggiamento positivo.

“Le istituzioni culturali si trovano oggi di fronte a una doppia sfida – afferma Michela Arnaboldi, direttore scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali - non basta attrarre visitatori, ma occorre trovare il modo per comunicare il proprio patrimonio in un modo nuovo, che lo renda più prossimo alle esigenze di conoscenza ed esperienza di cittadini e turisti. Molte istituzioni hanno raccolto la sfida di trasformarsi per divenire più efficienti e parlare a nuovi e vecchi pubblici. L’innovazione digitale, che ha determinato un radicale cambiamento dei paradigmi di mercato negli ultimi anni, potrebbe ora rappresentare un fondamentale fattore di trasformazione per il settore culturale”.

Tra le altre evidenze della ricerca, considerando i musei che hanno un sito web (57% del totale, quindi il 43% non ha un sito) è emerso come non sempre esso sia costruito in modo da facilitare l’utente nell’interazione con i suoi contenuti. Partendo dalla home page, ad esempio, sono presenti delle chiare call to action rispetto alla biglietteria online solo nel 21% dei casi e all’accesso ai profili social nel 51%.
La traduzione in lingue straniere (principalmente l’inglese) è disponibile solo nel 54% dei casi e i contenuti solo nel 20% sono indirizzati a particolari categorie di utenti (famiglie, disabili, gruppi, etc.). I numeri sono ancora più piccoli quando si indaga la presenza di servizi più avanzati come la possibilità di acquistare online merchandising o materiale legato al museo (6% dei casi), effettuare donazioni (anche in questo caso 6% e per il 70% si tratta di musei privati) e crowdfunding (1%).

Per quanto riguarda la presenza sui social network, solamente il 13% è presente su tutti e tre i social più diffusi (Facebook, Twitter, Instagram); interessante anche notare che il 10% dei musei che non hanno un sito Internet è però attivo su Facebook.
Analizzando i messaggi postati si nota che la maggior parte di essi è di natura promozionale, riguarda la segnalazione di eventi o accoglienza (orari di apertura e promozioni sugli ingressi). Molto apprezzate sono, però, le rubriche in cui vengono proposte opere del museo o racconti di storie che ruotano intorno ad esse, ad esempio su particolari personaggi: solo chi offre contenuti di valore sulle opere esposte e sulle storie che ruotano attorno ad esse, infatti, riesce a creare engagement.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 19/01/17 alle ore 14:30 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.
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