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Prosegue la “battaglia” tra i Social sui teen: Facebook lancia fotocamera e le storie di 24 ore

Avete già iniziato a pubblicare su Facebook le vostre storie che dopo 24 ore si autocancellano (così come ideato da Snapchat e ripreso poi da Instagram)? Oppure avete utilizzato la fotocamera interna all’app (su smartphone e tablet) con la quale divertirsi a prendere simpatiche sembianze da animale? O anche condividere foto e video soltanto con uno o più amici? Se la risposta è no, aggiornate (o fatelo nei prossimi giorni, visto che il rilascio è graduale…) Facebook e provate.

Di seguito riportiamo il commento di Marta Valsecchi, direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano, rilasciato in occasione delle nuove funzionalità sul social di Mark Zuckerberg.

LA BATTAGLIA TRA I SOCIAL SUI TEEN
“Arriva anche in Italia la nuova funzionalità legata alla fotocamera in-app di Facebook che consentirà di scattare e manipolare rapidamente foto e video attraverso effetti fotografici di varia natura. Da filtri artistici che prendono spunto da opere famose a maschere, da sovrapposizioni grafiche a schizzi sugli scatti, fino a filtri geo, ossia legati al luogo in cui la foto è stata scattata. L’altra novità è la possibilità di condividere questi contenuti attraverso messaggi diretti con gli amici e non solo nel news feed.

Tale lancio appare un chiaro tentativo di declinare sulla piattaforma Facebook una funzionalità centrale nell’utilizzo di Snapchat da parte degli utenti e, conseguentemente, un modo per attrarre e trattenere, in particolare, i teenager.
Le ultime ricerche fatte a livello americano testimoniano, infatti, una costante crescita della rilevanza di Snapchat per i giovanissimi, in termini sia di numero di utilizzatori (+62% dal 2014 al 2016 per la fascia 12-24 anni secondo eMarketer) sia di tempo speso (gli utenti più giovani, infatti, vi passano circa mezz’ora al giorno).
Inoltre, la nuova funzionalità rappresenta una modalità per cercare di stimolare il numero di condivisioni all’interno di Facebook; tra metà 2015 e metà 2016, infatti, la produzione e condivisione di contenuti originali da parte degli utenti è calata del 15% circa (dopo che un segno negativo si era già registrato nell’anno precedente).

La ragione di una così forte attenzione verso il target dei nativi digitali – anzi, dei nativi Mobile – è che si tratta di una fascia della popolazione particolarmente interessante per gli investitori pubblicitari poiché difficilmente raggiungibile con i mezzi offline e persino con formati e canali digitali “tradizionali”.
Non tanto, evidentemente, per il loro potere d’acquisto, ma in quanto influenzatori e per il loro ruolo di “trend setter”, ossia amplificatori di tendenze che caratterizzeranno a seguire i comportamenti anche di altre fasce d’età”.

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato giovedì 16/02/17 alle ore 15:30 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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