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I robot giganti ispirati ai Transformers sono atterrati al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano

I loro occhi a led rossi o viola incutono un certo timore. Per non parlare della mole impressionante: il più piccolo è alto 3 metri, il più alto ben 8 metri con un peso di 4 tonnellate. Ufficialmente non si muovono, ma chissà che a uno o più di loro non venga in mente una di queste notti di saltare “in sella” al sottomarino Enrico Toti… Stiamo parlando di 8 robot ispirati ai Transformers e creati dal giovane 25enne studente montenegrino Danilo Baletic, riciclando automobili, motociclette e altri materiali di scarto. A ospitarle il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

Tra 7 maschi c’è anche una collega, Eli Musa, caratterizzata da una livrea viola, 5 metri di altezza e 1 tonnellata di peso. Che non ha nulla da invidiare, insomma, ai suoi amici.

L’apertura al pubblico della mostra “Transformers Art” – proossa dalla galleria Baha Fine Art di Vienna e che per la prima volta approda in Italia – è in programma per il 3 marzo e sarà possibile ammirare questi “giganti”, scattargli foto o “chiedergli educatamente” di farsi un selfie con noi fino al 1° maggio. Nei week-end il museo organizza anche alcuni laboratori speciali (“Transformers fai da te”, “Gara di robotica” e “Veicoli animati”) che, come la visita alle installazioni degli 8 robot è compresa nel prezzo d’ingresso (qui tutte le info).

Attraverso la realizzazione dei suoi Transformers Art – sottolineano al Museo “Leonardo da Vinci” – Danilo Baletic invia un messaggio alle generazioni future, per educarle, sensibilizzarle, per far capire loro che bisogna prendersi cura dell’ambiente, soprattutto quello in cui viviamo. Da questo messaggio generale nasce ancora di più il desiderio di vedere una trasformazione nella società in cui viviamo, una presa di responsabilità verso l’ambiente ma soprattutto anche l’uno verso l’altro, verso una trasformazione globale. Secondo Danilo questo è solo l’inizio, è ancora possibile recuperare il tempo perduto. Ogni volta che osserva i bambini che sorridono ai piedi delle sue sculture, pensa: “se posso dare un sorriso a un bambino, anche solo per un giorno, io e i Transformers Art abbiamo iniziato ad avere successo”, sottolinea l’artista.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 02/03/17 alle ore 16:30 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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