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Sanità digitale a due velocità: lento il sistema nazionale, corrono medici e cittadini

La sanità digitale in Italia procede a due velocità. Lenta quella del Sistema Sanitario Nazionale, spedita quella di medici e cittadini. Tra le curiosità, quella che il 53% dei medici di medicina generale utilizzano WhatsApp per interagire con i propri pazienti. Un’ampia panoramica del settore è emersa questa mattina grazie alla ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, presentata oggi a Milano a margine del convegno “La Sanità alla rincorsa del cittadino digitale”.

Dati alla mano, per la digitalizzazione della Sanità italiana l’anno scorso sono stati spesi complessivamente 1,27 miliardi di euro (1,1% della spesa sanitaria pubblica, 21 euro per abitante), con una contrazione del 5% rispetto al 2015 (1,34 miliardi di euro, pari all’1,2% della spesa sanitaria pubblica, circa 22 euro per abitante). Nel dettaglio 870 milioni di euro sono stati spesi dalle strutture sanitarie (-6%), 310 milioni direttamente dalle Regioni (-3%), 72 milioni dagli oltre 47mila medici di medicina generale (1.538 euro per medico, con un aumento del 3% rispetto al 2015) e 16,6 milioni direttamente dal Ministero della Salute (-8%).

“La spesa complessiva dell’Italia per la Sanità – sottolineano i ricercatori - resta lontana dagli standard dei Paesi europei avanzati e la contrazione conferma quanto i ritardi normativi, la mancanza di risorse inizialmente “promesse” nel Patto per la Sanità digitale e l’incertezza dovuta alle riforme sanitarie in atto in molte Regioni abbiano bloccato nuovi progetti”.

Ma oltre a diverse ombre ci sono per fortuna anche molte luci. Prosegue il percorso di digitalizzazione di base delle Aziende Sanitarie, con la Cartella Clinica Elettronica che rappresenta l’ambito di investimento più significativo: 65 milioni di euro nel 2016 (in leggero aumento rispetto a quanto rilevato sul 2015, pari a 64 milioni). Le Direzioni Strategiche sono ormai consapevoli dell’importanza di offrire servizi digitali ai cittadini, su cui nel 2016 sono stati investiti 14 milioni di euro: l’80% delle strutture offre già – direttamente o tramite soluzioni regionali – il download dei referti via web, il 61% prenotazione delle prestazioni via internet. Dalle Regioni arrivano segnali positivi sui piani di sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico e sulle riforme sanitarie che, se nell’immediato creano incertezze che bloccano gli investimenti in atto, nel medio termine rappresentano un punto di forza perché puntano ad una maggiore aggregazione delle strutture sanitarie e a una più efficace integrazione tra ospedale e territorio.

Altre note positive arrivano da medici e cittadini. Gli italiani, infatti, sono sempre più “in Rete” per la propria salute: il 51% dei cittadini nel 2016 ha utilizzato almeno un servizio online in ambito sanitario (contro il 49% dell’anno prima), in particolare per informazioni sulle strutture (32%) e per prenotare online esami e visite (22%). I medici sono sempre più attenti alle tecnologie soprattutto per acquisire informazioni o comunicare: oltre la metà dei medici di medicina interna e quattro medici di medicina generale su dieci utilizzano App per aggiornare le loro competenze, il 42% degli internisti e il 53% dei MMG utilizzano WhatsApp per comunicare con i pazienti.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 04/05/17 alle ore 13:10 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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