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La pubblicità online vale 2,4 miliardi di euro (+9%), quella sui social vola a +38% trainata dai video

C’è soltanto la TV – per ora – a “contrastare” l’avanzata dell’internet advertising che tocca i 2,4 miliardi di euro con una crescita del +9%. Il piccolo schermo si conferma il principale mezzo pubblicitario e da solo rappresenta il 50%, mentre la pubblicità online arriva a occupare una quota del 30%. Nel complesso il mercato di questo settore – che comprende TV, stampa, radio e internet – chiude il 2016 in crescita (+3%) dopo anni di recessione facendo registrare un fatturato di 15,8 miliardi di euro.

Relativamente ai social network la pubblicità è cresciuta del 38%, trend in percentuale più contenuto rispetto agli anni precedenti, ma molto più rilevante in valori assoluti. Questo comparto arriva a pesare per il 28% della Display e per il 16% dell’Internet advertising (nel 2014 erano rispettivamente il 16% e il 9%), mentre esplode la componente video: nel 2016 è più che quintuplicata e pesa ora più di un quarto del totale. Inoltre, più dell’80% degli oltre 100 milioni di crescita della pubblicità sui social nell’ultimo anno è imputabile proprio ai video. La parte del leone continua a farla l’ecosistema Facebook, che al suo interno comprende anche la raccolta di Instagram, con tassi di crescita più alti rispetto a quelli di Twitter e LinkedIn.

Questi e i dati a seguire sono stati presentati oggi dall’Osservatorio Internet e Media del Politecnico di Milano durante il convegno “Internet Media: è ora di misurarsi”.

“Siamo al giro di boa per il mercato della pubblicità online. Da quattro anni – afferma Giuliano Noci, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano - è ormai il secondo mezzo in Italia, ma proprio perché i numeri in gioco iniziano a essere significativi, è ora chiamato ad affrontare alcune prove per dimostrare la propria efficacia e il proprio impatto sugli obiettivi di business delle aziende. Le sfide più importanti riguardano il tema della misurazione, che passa sia attraverso l’identificazione di un sistema di currency riconosciuto e condiviso per la valutazione delle diverse iniziative pubblicitarie online, sia dalla risoluzione delle problematiche legate alla Media transparency, sia da una visione strategica delle imprese ad investimenti in marketing e comunicazione che contemplino a 360 gradi e in maniera integrata tutti i canali. Le aziende per crescere non possono infatti permettersi di non adottare un approccio customer centric e omnicanale”.

I ricercatori sottolineano l’attenzione sui formati pubblicitari online con una crescita trainata come detto dai video e con un boom del Native.
“La Display advertising nel 2016 – spiegano dal Politecnico – cresce dell’11% e si conferma la componente dominante del mercato (58%) avvicinandosi ai 1,4 miliardi di euro. L’acquisto di visibilità nei motori di ricerca (Search) vale circa 730 milioni di euro e registra una crescita simile all’anno precedente (+4%), dimostrando da un lato di essere un comparto maturo, dall’altro di rimanere uno zoccolo duro nella pianificazione digital. Segue il formato dei Classified, che vale quasi 200 milioni grazie alla crescita dei nuovi portali verticali di annunci che ha più che compensato la contrazione dello storico leader di mercato, e il mondo dell’Email advertising, con un valore di circa 30 milioni. Il comparto con la maggiore crescita percentuale (+76%) è rappresentato dal Native (ossia gli elementi testuali/grafici/video all’interno di widget di raccomandazione, di flussi di news o di pagine di navigazione) che raggiunge nel 2016 i 30 milioni di €, grazie alla capacità di superare gli ad blocker e alle potenzialità di questi formati in termini di minor invasività e maggior engagement verso i consumatori.

All’interno della Display advertising, il Video advertising nel 2016 ha superato ampiamente i 500 milioni di euro, grazie in particolare alla crescita della raccolta pubblicitaria da parte degli OTT ma anche dei principali broadcaster.

Nel 2017 il mercato dell’Internet advertising crescerà con un tasso analogo a quello del 2016. Oltre che dai Video, un ruolo importante sarà svolto dai formati Classified, che anche nel 2017 cresceranno ad un tasso vicino al 10% grazie alla crescita dei portali verticali, e dal Native, in forte aumento anche nel 2017 (oltre il 50%).

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 14/06/17 alle ore 17:45 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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