Stili di Vita

La fotografia: dai primi apparecchi dell’800 alle stampanti portatili connesse agli smartphone

Chi si ricorda la prima pubblicità della Kodak in cui un piccolo alieno (al secolo l’attore italiano Davide Marotta) esclamando le parole “Ciribiribì Kodak” – e non venendo compreso dal negoziante – solo grazie alla forza del pensiero riusciva a mettere il proprio rullino fotografico da 35 millimetri nel contenitore delle pellicole da stampare con la carta dell’azienda statunitense? I millennial certamente no, ma neanche una buona parte degli “enta”, visto che siamo parlando di uno spot del 1987 (facilmente reperibile su YouTube). OLTRE 200 ANNI DI STORIA
Eppure in questi 30 anni esatti fino a oggi – un tempo relativamente breve –  la fotografia ha fatto registrare un progresso e una diffusione davvero esponenziali, per tanti versi molto più epocali rispetto a quelli registrati nel 1826 (prima “eliografia” di Joseph Nicéphore Niépce), nel 1939 (fotografia “dagherrotipica” di Niépce-Daguerre, sopra in foto un francobollo per i 100 anni da questa scoperta) e fino a tutto il 1981 (uscita della prima macchina fotografica digitale), ovvero oltre 150 anni. Dai pionieri della fotografia a “Ciribiribì” atterrato sulla Terra all’alba della nuova era digitale si parlava in termini di “quanti scatti ti rimangono nel rullino?“. Oggi – a parte il grande ritorno di “vecchie” soluzioni che uniscono nostalgia e digitale, che vedremo più avanti in questo articolo – si ragiona sul metro di “quanti giga hai?“. Ma procediamo con ordine…

LA PRIMA FOTOCAMERA PER TUTTI
Gli studi sulla luce e la proiezione delle immagini di perdono nella notte dei tempi: da Aristotele al Medioevo fino a Leonardo da Vinci gli studi sono moltissimi. Tralasciando nel dettaglio la pur affascinante e straordinaria storia della fotografia, facciamo un salto direttamente al 1888. Fino a questo momento l’arte della fotografia è relegata ai professionisti, agli artisti, ai giornalisti che hanno la possibilità, anche economica, di acquistare i sofisticati e ingombranti strumenti del mestiere.
In quell’anno con la frase “You press the button, we do the rest” (Voi premete il bottone, noi facciamo il resto) arriva sul mercato la Kodak Camera box mod.1 (foto sopra). In effetti non c’era messa a fuoco né altre regolazioni: bastava inquadrare e scattare. Costava 25 dollari, compresa la pellicola per 100 fotografie. I tempi per vedere i propri lavori erano però lunghissimi: una volta terminati gli scatti, era infatti necessario inviare l’intera macchina all’azienda ed attendere la sua restituzione con le foto sviluppate. Il primo modello con pellicola 35 millimetri (la stessa usata per le riprese televisive) è la Leica I: siamo nel 1913.

L’ARRIVO DEL DIGITALE
Sfrecciando accanto a tante innovazioni (dalle reflex negli anni ’50 alla pellicola a colori degli anni ’60, dall’autofocus al flash incorporato) arriviamo nel 1981 con la presentazione al pubblico della prima macchina fotografica digitale: è la Sony Mavica (foto sopra), in cui le immagini vengono registrate su un piccolo floppy-disk. La prima macchina a utilizzare invece una memory card estraibile è la Fuji DS-1P.
Oggi esistono molti tipi di fotocamera, da quelle utilizzate nelle applicazioni di ricerca e mediche a quelle ottimizzate per riprendere oggetti in movimento con oltre 250 fotogrammi al secondo (vedi l’Autovelox), da quelle subacquee a quelle a infrarossi per le riprese notturne, fino ovviamente agli smartphone, oggetti che oltre a farci telefonare ci permettono sempre più azioni possibili compresa di immortalare e condividere momenti della vita quotidiana con un semplice tap, cosa impensabile solo fino a qualche anno fa.

CENTINAIA, ANZI MILIONI DI PIXEL
Quanto parliamo di immagini digitali dobbiamo parlare di pixel (neologismo contemporaneo derivato dalle parole inglesi picture + element), ovvero “il più piccolo elemento distinto per colore, intensità e altri valori, in cui è scomposta l’immagine originale” (Treccani). Più sono i pixel, maggiore è la potenza della nostra macchina fotografica/smartphone e quindi migliore il risultato dopo il nostro “clic”. Ovviamente oltre ai pixel (che indicano la risoluzione del sensore interno) è fondamentale avere ottiche esterne adeguate: avere tanti megapixel con ottiche di scarsa qualità è come avere un motore di una Ferrari su una macchina con le ruote di una bicicletta… Infine, anche lo schermo/display deve essere di buona qualità (espressa sempre in pixel).
Nella scheda tecnica dell’iPhone 7 si legge ad esempio che la fotocamera è da 12 Megapixel. Ma cosa significa? Senza entrare in troppi tecnicismi, in pratica il sensore di questo device ha una capacità di catturare fino a 12 milioni di pixel (risoluzione con formato in 4:3 pari a 4.608×2.592 pixel) in una singola foto! Il display dell’iPhone, invece, è da “1.334×750 pixel a 326 ppi”: ovvero 1 centimetro di immagine è composto da oltre 1.200 pixel.

IL PRIMO TELEFONINO CON FOTOCAMERA 
Restando ai telefoni portatili, i primi modelli con fotocamera escono nel 2000. Si va dal Samsung SCH-V200 in Corea del Sud allo Sharp J-Phone J-SH04 in Giappone (fotocamera principale rispettivamente da 0,35 e 0,11 megapixel e capacità di memoria di poche decine di foto). Ma la grande spinta a questo nuovo tipo di soluzione parte dall’Europa nel 2002 con il Nokia 7560 (qui un simpatico video pubblicitario dell’epoca). La fotocamera era da 0,3 megapixel (rispetto ai 12 megapixel e oltre di oggi…) con 640×480 pixel e costava circa 600 euro.
Oggi dalla singola fotocamera principale si è passati addirittura a 3 fotocamere per i modelli più sofisticati, di cui una frontale e due posteriori: si va dall’iPhone 7 Plus all’LG Q8 in arrivo a fine luglio, al Huawei P10. In quest’ultimo modello la fotocamera frontale è da 8 megapixel, quella principale da 12 e quella secondaria monocromatica da 20 megapixel.

DAL RULLINO AI SOCIAL MEDIA FINO AI SELFIE
Dalla pellicola e dalle stampe su carta fotografica alla pubblicazione in diretta sui social i nostri stili di vita hanno subito una vera rivoluzione. Anzi, i cambiamenti sono continuamente in atto e non sapremo dove ci porteranno, se non scoprendoli e vivendolo in pieno. Soffermandoci sul calendario e facendo un po’ di confronti, la prima macchina fotografica è stata inventata nel 1826, Meucci presentò il primo brevetto del telefono nel 1871, la televisione di Baird è del 1926, il primo telefono portatile ha la data del 1983 ed è firmato Motorola e, infine, il primo telefonino con fotocamera è uscito sul mercato appena 15 anni fa e nel 2007 Steve Jobs - solo 10 anni fa – ha presentato il primo iPhone. Una vera e propria evoluzione, arrivata fino all’epoca che in qualche modo potremmo definire (anche) dei selfie.

SI TORNA INDIETRO? NO, SI VA AVANTI… 
Noi esseri umani siamo a volte un po’ nostalgici, altre volte siamo spinti da una irrefrenabile voglia di progresso. In entrambi i casi non dobbiamo dimenticare che siano nati sulla terra e abbiamo (anche) bisogno di vivere realmente le cose, toccarle, annusarle. Insomma, evviva tutto il digitale possibile, ma non dimentichiamoci di lasciare connessi tutti e 5 i sensi! In questa direzione può essere spiegato il ritorno da record dei dischi in vinile, il cui settore sta facendo registrare di recente crescite intorno al 50% anno su anno.
Allo stesso tempo sono tornati in auge alcuni prodotti un tempo “analogici” e oggi assolutamente integrati col digitale, proprio a dimostrazione di quanto appena detto.

Ecco qui alcune soluzioni di ultima generazione (anche queste ordinabili con pochi comandi dal nostro smartphone su Amazon.it) che fanno parte del cambiamento della fotografia, di come farla, sperimentarla, condividerla o tenerla semplicemente a vista sulla nostra scrivania.

Partiamo dalla stampante portatile HP Sprocket che si connette con lo smartphone via bluetooth. Ha una cartuccia interna da 10 foto e in pochi tap si fa una foto e la si manda in stampa direttamente col nostro device.

Una “cugina” della Sprocket è la Prinics PicKit M1: anch’essa senza fili, ha una connessione via wi-fi o NFC, supporta dispositivi Android e iOS ed ha una ricarica per 8 fotografie.

Tra le tante macchine fotografiche vi proponiamo qui la Nikon Coolpix AW130 resistente all’acqua fino a 30 metri e la Nikon KeyMission 360 indossabile dotata di doppia fotocamera per realizzare video a 360 gradi. Entrambe si connettono al nostro smartphone via wi-fi o NFC per condividere all’istante i nostri contenuti.

Per concludere questa veloce rassegna, ecco infine tre modelli di macchine con cui stampare direttamente una fotografia una volta stampata: le prime due si connettono allo smartphone con possibilità varie, dal comandare gli scatti ad avviare la stampa a regolare luminosità e colori, la terza ha una comoda micro-sd. La prima da sinistra è il modello Fujifilm Instax Mini 90 per stampe in formato 62×46 mm. Quella nera è la Impossible I-1 con flash anulare (luci disposte in cerchio) e la rossa è la Polaroid Snap.

BUONA ESTATE CON VODAFONE PASS!
Ultimo ma non ultimo, tutti i clienti Vodafone possono contare su Vodafone Pass, il primo portafoglio di opzioni per navigare senza consumare Giga. E ce n’è davvero per tutti i gusti, a iniziare proprio da chi la passione di condividere notizie, post, video, chat con i propri contatti sui social. Ecco allora ‘Vodafone Pass Social&Chat’, a cui si aggiunge ‘Vodafone Pass Video’ e ‘Vodafone Pass Music’ per chi con smartphone o tablet rispettivamente guarda video o ascolta musica. Qui trovate tutte le informazioni utili. Il tutto sotto la potenza della rete 4G di Vodafone.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 28/07/17 alle ore 17:00 e classificato in Stili di Vita . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.
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