Stili di Vita

In viaggio su due ruote dal celerifero del 1791 alle e-Bike collegate agli smartphone

Che siano stati i sumeri intorno al 3.500 avanti Cristo a inventare la ruota o qualcuno un po’ prima di loro, è certo che per vedere questo strumento applicato a un telaio per formare una bicicletta sarebbero passati ben oltre 5.000 anni!
L’invenzione della bicicletta (anche se non si chiamava ancora così…) nel 1791 ha certamente aperto una nuova epoca che piano piano si è andata definendo fino a giungere – nel 1885 – alla definizione di soluzioni tecniche fondamentali ancor oggi in vigore: dai pedali uniti a una corona dentata, connessa a una catena collegata a sua volta alla ruota posteriore, fino al telaio in linea di massima realizzato a geometria triangolare.
Nel tempo ovviamente tanti sono stati i miglioramenti della tecnica, dei materiali e della tecnologia, ma un’altra vera e propria rivoluzione non meno importante di quella di fine ‘700 è quella che stiamo vivendo proprio in questi ultimi anni, con l’applicazione di sempre nuove soluzioni di telecomunicazioni e digitali al mondo delle due ruote: ricevere un alert sul nostro smartphone perché qualcuno sta rubando la nostra bici è solo un esempio.

Dal celerifero al velocipide al biciclo
L’antenata della bicicletta è il celerifero. Come spiegano dal Museo nazionale della scienza e della tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano (@museoscienza), si trattava di un veicolo dotato “di due ruote collegate ad una trave di legno ed azionato dalla spinta sul terreno dei piedi del conducente, posto a cavalcioni sulla trave. Un passo in avanti verso la moderna bicicletta venne intrapreso dal barone tedesco Karl Friderich von Drais, che, nel 1818, ottenne un brevetto per un veicolo del tutto simile al cerelifero, ma dotato di sterzo in modo da permettere al conducente di cambiare direzione. Fu proprio con la diffusione dell’invenzione di von Drais che iniziò ad affermarsi il termine velocipede, rimasto in uso per oltre un cinquantennio. Per un ulteriore passo in avanti fu necessario attendere fino al 1863 circa, quando nell’officina dei meccanici francesi Pierre ed Ernest Michaux due leve contrapposte munite di appoggi furono applicate al mozzo della ruota anteriore di un velocipede, dando origine ai pedali. All’invenzione dei pedali seguirono altri miglioramenti e modifiche tecniche: i telai in legno vennero progressivamente sostituiti con telai in ferro forgiato, si incominciò ad accrescere il diametro della ruota anteriore per aumentare la velocità e per superare più agevolmente le asperità del terreno, venne adoperato del caucciù a protezione dei cerchi delle ruote, si utilizzarono selle sospese su balestre metalliche per attutire i contraccolpi, si utilizzarono pedali regolabili che, variando il braccio di leva, modificavano la spinta da applicare, vennero introdotti dei freni a pattino. A partire dai primi anni ’70 del 1800 iniziarono a diffondersi nuovi bicicli (in foto sopra, n.d.r.) con ruota anteriore di grande diametro, ruota posteriore molto ridotta e telaio tubolare che monopolizzarono il mercato per un ventennio”.

Dal Tour de France del 1903 alla Vodafone Milano Ride del 2017
Ormai la bicicletta è una realtà e la voglia di gareggiare e superare costantemente i limiti raggiunti dà vita anche alla gara più antica del mondo, il Tour de France nato nel 1903 e, nel 1909, al primo Giro d’Italia. Da quel giorno non ci si è più fermati e, arrivando al nostro 2017, questo fine settimana è tempo di un grande evento dedicato tutto alle due ruote, agli appassionati, agli amatori, alle famiglie, a tutti insomma: la Vodafone Milano Ride. L’appuntamento è dalle ore 14 di venerdì 22 settembre (con l’apertura del Deejay Village presso il mitico Velodromo Vigorelli che nel ’65 ospitò un concerto dei Beatles) al primo pomeriggio di domenica 24 settembre a Milano con tanti appuntamenti tutti da pedalare, divisi tra CityLife, il Vigorelli e l’area ovest della città con la Deejay 100, gara per tesserati lungo un percorso di 110 km. Ma non mancano un percorso per tutti (Milano Light di 15 km) e uno di mountain bike (CityLife Crono MTB da 2,5 km) sempre per tesserati. Qui il programma completo della kermesse.

Le nuove frontiere delle due ruote
Biciclette con pedalata assistita, motori elettrici e marce che si possono personalizzare con lo smartphone, cambi automatici, nuovi mestieri nati grazie all’integrazione tra le due ruote e il digitale: un cambiamento che coinvolge tutti, dai professionisti alle famiglie. Abbiamo chiesto un’analisi a Marco Cittadini, responsabile comunicazione Shimano Italia. (@Shimano-Road@Shimano-MTB)
“Senza dubbio la bicicletta non è cambiata drammaticamente nel corso dell’ultimo secolo. Alcuni esperti e storici discutono se la sua prima genitura sia da attribuire a quando sono stati introdotti i pedali e non alla nascita del primo celerifero o velocipide. Ma si tratta di una discussione che in questa sede ci interessa poco. La vera cosa importante è che questo oggetto non ha mai più tradito la sua natura che si fonda di fatto su 8 tubi e 2 ruote”.

Che ruolo ha la tecnologia applicata a questo settore?
“La tecnologia ha permesso di renderlo sempre attuale: siamo passati all’acciaio, poi all’alluminio e alle sue leghe, fino al carbonio e al titanio. Nessun materiale ha scalzato l’altro, ma oggi è il loro incrocio che porta avanti il mondo della bicicletta rispondendo al meglio a ogni specifica esigenza. Il tutto unito al digitale, alle app, agli smartphone. Nessuno vieta di poter acquistare una bici in acciaio, tradizionale e moderna al tempo stesso, ma molto più leggera di quella di Coppi del 1960…
Pensiamo però anche a come la tecnologia aiuti il ciclista a specializzarsi e ad avere soluzioni sempre più funzionali, pratiche e sicure: per esempio, si è arrivati a eliminare i cavi dal manubrio al cambio sostituendoli con impulsi elettronici o con il wi-fi. Oppure abbiamo la possibilità di spostare i comandi della corona o delle marce da destra a sinistra o viceversa con poche pressioni delle dita, metterli tutti su un lato se ad esempio abbiamo un dolore a una mano, regolare qualsiasi comando senza mai staccare le mani dal manubrio oppure, grazie, ancora all’elettronica far selezionare automaticamente le marce e le corone anteriori nel caso di una mountain bike, evitando sfregamenti, incroci di catene e anche minore efficienza e quindi maggiore fatica. Infine, pensiamo ai cambi automatici che scelgono le marce migliori rispetto alla forza che il ciclista imprime sui pedali”.

Come vedi la nuova era delle e-bike connesse?
“Per mille motivi oggi non si vendono quasi più scooter 50, che invece hanno segnato un’epoca. Le e-bike – le bici elettriche – possono avere e stanno avendo un ruolo importantissimo, cioè rimettere o mettere per la prima volta tante persone in sella. La pedalata assistita (il motore elettrico si accende quando si pedala e resta attivo, assistendo appunto il ciclista, fino alla velocità massima di 25 km/h, n.d.r.) può far vincere quella resistenza psicologica di tantissime persone che non hanno mai pedalato per paura del traffico, perché spaventate dalla fatica oppure perché hanno difficoltà a capire come si aziona il cambio. Oppure pensiamo a chi deve andare a lavoro: vestirsi bene e poi sudare non è il massimo, pochi gli uffici purtroppo sono dotati di bagni o spogliatoi che aiutano chi usa con passione e senso civico la bici. Grazie alla pedalata assistita tutti questi problemi vengono superati.

Sempre più app e smartphone collegati alle biciclette: dal bike-sharing alle consegne a domicilio
“Le app e lo smartphone ci aiutano in tantissimi aspetti, a partire dall’ottimizzazione del rapporto e della configurazione di marcia migliore rispetto a quanto abbiamo appena detto sopra, perché di fatto non esistono due persone uguali. Oppure pensiamo ai tanti programmi di allenamento, di tutti quei preziosi dati che la bici può fornire al ciclista amatore o al professionista, fino alle opzioni di poter “accendere” o “spegnere” una bicicletta direttamente dal nostro device, evitando furti.

Il digitale, gli smartphone e la tecnologia in genere ovviamente stanno portando tante novità anche in questo settore. Basti pensare al bike-sharing (il Comune di Milano ha appena lanciato un servizio di bici che si possono lasciare ovunque, prenotabili e sbloccabili col solo aiuto dello smartphone, n.d.r.) oppure alle consegne a domicilio che tanti ragazzi in bicicletta effettuano nelle nostre città: non che prima non si facessero, ma oggi ricevere sullo smartphone il posto di ritiro di un cibo e vedere tracciata la strada più veloce per raggiungere il cliente senza togliere le mani dal manubrio è una grandissima comodità oltre che un contributo alla sicurezza. Certo alla fine ci sono anche le bici tradizionali, meccaniche, non connesse. Ma va bene anche questo, l’importante è che possiamo scegliere sempre più cose e avere quindi sempre più libertà…”.

Wi-Bike, la bici Piaggio con tecnologia Vodafone
Tra le tante soluzioni già disponibili sul mercato citiamo qui la Wi-Bike, un concetrato di sicurezza, comodità e tecnologia incastonata su due ruote. Si tratta di una bicicletta con motore elettrico da 250 watt con autonomia fino a 120 km. Dal motore Piaggio alle batterie Samsung ai freni a disco ad attivazione idraulica Shimano non manca un modulo GSM-GPS integrato con connettività Vodafone. Scaricando l’app dedicata sul proprio smartphone si possono scegliere 10 livelli di assistenza per ottimizzare i consumi e 3 diverse modalità di guida, oppure visualizzare il consumo di calorie oppure monitorare il ritmo cardiaco collegando un cardiofrequenzimetro. Ciliegina sulla torta è che la Wi-Bike è commessa 24 ore su 24 con noi e col nostro smartphone, dandoci la possibilità tramite notifiche di sapere se il livello di carica della batteria è troppo basso oppure se qualcuno si è impossessato del nostro veicolo.
Da ultimo, non dimenticatevi di indossare e allacciare il casco e buon viaggio!

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato venerdì 22/09/17 alle ore 17:00 e classificato in Stili di Vita . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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