Stili di Vita

Lotta alle Fake News: il nuovo decalogo per 4 milioni di studenti italiani

Cosa avrebbe detto oggi Pietro Aretino (1492-1556) di fronte alle “Fake News”? Poeta, drammaturgo, scrittore – nato nello stesso anno della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo – che la storia ricorda come uno dei massimi esponenti della satira attraverso le sue “pasquinate”? L’Aretino non risparmiava critiche feroci a papi e principi, a cardinali e nobili. Molte osservazioni, seppur colorite, erano certamente oggettive, altre forse del tutto gratuite. In entrambi i casi questa sua attività gli provocò tanto gravi problemi quanto una grande fama.
Ma per rispondere al nostro quesito iniziale, con tutta probabilità Pietro Aretino – e tanti come lui – sarebbe stato decisamente contrario alle “false notizie” che circolano in rete nell’era di internet, dei social media, del digitale. Anzi, altrettanto sicuramente avrebbe avuto milioni di fan sul suo profilo Facebook e pur facendo una satira feroce e stimolante, avrebbe combattuto anche lui contro le Fake News.

 

Cos’è una Fake News?
Sul vocabolario Treccani a questa voce si legge: “notizie false, con particolare riferimento a quelle diffuse mediante la Rete”. L’aspetto più importante non è tanto quello di eventuali notizie (giornalistiche o meno) che riportano errori in “buona fede” e che pertanto possono essere rettificati appena possibile: qui è più corretto parlare di notizie sbagliate, non false. Oggi sotto la lente d’ingrandimento, invece, stiamo mettendo tutte quelle informazioni che deliberatamente vengono messe in circolazione per creare disinformazione su un determinato tema, condizionare scelte elettorali (come per esempio la discussa nomina a presidente USA di Donald Trump, con la presunta ingerenza della Russia sull’esito del voto), delegittimare un avversario o un concorrente, creare allarmismi, aumentare il traffico sui propri canali per aumentare gli introiti e via dicendo.

 

Da Gioacchino Rossini a Mark Zuckerberg
“La calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente incomincia a sussurrar”. Ma a differenza di quest’aria da “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini (eseguito per la prima volta 200 anni fa) dove la bugia inizia a scorrere e ronzare “piano piano, terra terra”, oggi grazie al digitale e ai social media – con in testa il Facebook di Mark Zuckerberg e i suoi oltre 2 miliardi di utenti unici – la disinformazione “nelle orecchie della gente s’introduce destramente e le teste e i cervelli fa stordire e fa gonfiar” a fortissima velocità.

 

 8 utenti su 10 preoccupati
Da un recente sondaggio commissionato dalla BBC, è emerso che 8 persone su 10 esprimono preoccupazione relativamente a ciò che è vero o falso nel mondo online. In Europa e Nord America, dove la diffusione della rete è certamente più ampia rispetto ad altri parti del Pianeta, emerge anche un certo disagio nell’esprimere le proprie opinioni. Una conseguenza negativa indiretta, questa, causata proprio dalle Fake News. Le proprie idee, laddove espresse in modo civile, sono infatti al contrario la base di una società democratica. Infine, la maggior parte degli intervistati hanno sottolineato una certa contrarietà alla regolamentazione (e quindi limitazione) di internet da parte dei Governi. Ma per evitare quest’ultima ipotesi è necessario un serio impegno di tutti noi. È anche fondamentale una responsabilità individuale, infatti, non essere superficiali.

 

I giganti del web contro le Fake News
Da Facebook a Google sono fortunatamente tante le realtà che cercano di combattere la disinformazione, come nel caso del Facebook Journalism Project lanciato dal social in blu a inizio 2017. In primavera Zuckerberg ha addirittura avviato una campagna di assunzione di 3.000 nuove risorse per contrastare proprio le Fake News (notizia proprio di oggi è che i nuovi assunti per questo settore saranno addirittura in tutto 10.000), affiancate alle 4.500 già operative su segnalazioni e criticità. Insomma, l’argomento non è da sottovalutare né è sottovalutato tanto a livello globale che nazionale. Proprio in Italia è stato lanciato l’altro ieri un decalogo anti-bufale voluto dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Camera dei deputati.

 

#Bastabufale al via in Italia
Il 31 ottobre presso il liceo Visconti di Roma è stato presentato il “Decalogo anti-bufale” pensato per aiutare gli studenti delle scuole di primo e secondo grado a riconoscere le Fake News e insegnare loro come muoversi in questo importante contesto. Tra i promotori dell’iniziativa contraddistinta dall’hashtag #Bastabufale – e che coinvolge 4,2 milioni di studenti – ci sono la ministra Valeria Fedeli e la presidente della Camera Laura Boldrini che hanno trovato, tra gli altri, il sostegno di realtà come Facebook, Google, Rai, Confindustria, Federazione italiana degli editori.

“Il fenomeno delle Fake News ha radici strutturali e non va sottovalutato: danneggia la collettività e la qualità del dibattito pubblico, che è parte della qualità della democrazia. L’educazione delle nuove generazioni è la prima soluzione di lungo termine a questa questione – ha sottolineato la ministra Valeria Fedeli – Fornire alle nostre giovani e ai nostri giovani conoscenze e competenze, strumenti e chiavi di lettura della realtà vuol dire porre le basi della loro cittadinanza, che vogliamo attiva e responsabile. Anche quella digitale. I giovani di oggi sono nativi digitali, ma non devono essere consumatori passivi di tecnologia, quanto piuttosto consumatori critici e produttori consapevoli di informazione e conoscenza. È un principio cardine anche del nostro Piano nazionale per la scuola digitale. Le nuove generazioni devono saper valutare l’informazione, riconoscere l’attendibilità delle fonti, comprendere dinamiche e regole che intervengono sulla circolazione e sul riuso di tutte le storie che vengono presentate come notizie. Devono rifiutare un linguaggio aggressivo, d’odio e avere rispetto dei diritti altrui dentro e fuori la Rete. Noi adulti, noi che componiamo la comunità educante, dobbiamo avere strumenti, conoscenze e competenze per sostenerli. La formazione e l’aggiornamento sono indispensabili. Come Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca siamo impegnati sul fronte dell’educazione civica digitale attraverso una serie di azioni eterogenee e complementari”.

 

Il “Decalogo anti-bufale”
Ecco gli 8 punti del decalogo presentato alle scuole. Esatto” Ne mancano 2 per arrivare a 10… ma saranno proprio gli studenti e gli insegnanti a proporre quelli mancanti grazie al lavoro che effettueranno a scuola nei prossimi mesi:

1) Condividi solo notizie che hai verificato.
2) Usa gli strumenti internet per verificare le notizie.
3) Chiedi le fonti e le prove.
4) Chiedi aiuto a una persona esperta o a un ente competente.
5) Ricorda che anche internet e i social network sono manipolabili.
6) Riconosci i vari tipi negli stili delle notizie false.
7) Hai un potere enorme, usalo bene.
8 ) Dai il buon esempio.

 

Vodafone contro Fake News e Hate Speech
Il Gruppo Vodafone da sempre è attento all’importantissimo tema delle Fake News e a quello correlato dell’Hate Speech (incitamento all’odio). Tra le ultime iniziative prese, c’è quella del blocco della propria pubblicità su tutti quei media digitali che pubblicano in qualsiasi modo disinformazione e mancanza di rispetto.

Come ha sottolineato il CEO Vittorio Colao, “La diffusione di Fake News e l’istigazione all’odio mettono a rischio il rispetto e la fiducia, che sono alla base del vivere civile. Vodafone promuove attivamente la diversità e l’inclusione, e considera di fondamentale importanza l’integrità dei processi democratici e delle istituzioni che, spesso, sono il bersaglio di chi diffonde notizie deliberatamente false. Non tollereremo alcun tipo di associazione fra il nostro brand e contenuti offensivi e dannosi”.
A questo link, infine, il “Freedom of Expression and Network Censorship” con i principi internazionali di Vodafone relativi alla libertà di espressione.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 03/11/17 alle ore 16:30 e classificato in Stili di Vita . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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