Nuovi Scenari

Il futuro dell’auto è sempre più connesso, elettrico, smart e condiviso

Se un po’ tutti abbiamo capito che nel giro di pochi anni circoleranno solo veicoli spinti da motori elettrici (Tesla produce autovetture solo di questo tipo e ha appena presentato un Tir da 450-800 chilometri di autonomia ricaricabile – pare – in meno di un’ora; Volvo ha annunciato che già dal 2019 produrrà esclusivamente vetture ibride – cioè benzina+elettriche – o soltanto elettriche), forse in pochi sanno che i propulsori delle antenate quattroruote moderne funzionavano a vapore, ad alcol, a benzina ma in buona parte elettricamente.
I motori endotermici con cui tutti noi siamo cresciuti e i cui scarichi respiriamo passeggiando in strada, infatti, hanno iniziato la loro vera grande diffusione dopo la Prima guerra mondiale. E nel giro di una o due generazioni al massimo, pare, andranno in pensione. Insomma, per andare nel futuro si tornerà in qualche modo all’antico…

 

Dalla prima alla quarta rivoluzione industriale
Due sono però le differenze sostanziali rispetto ai modelli elettrici della prima metà del 1800: da una parte oggi ci sono una capacità di autonomia e un’affidabilità molto più elevate delle batterie, associate a una vastissima rete per poterle ricaricare, dall’altra c’è la rivoluzione (la quarta dopo quella del vapore, dell’elettricità appunto e dell’innovazione tecnologico-informatica) in atto legata al mondo dell’Internet of Things e delle connessioni mobile che dal 4G viaggiano verso il 5G.

 

V by Vodafone al MotorShow di Bologna
Auto connesse che ci permettono, insieme al nostro smartphone, di vivere esperienze del tutto impensabili fino a pochi anni fa. Tra queste avere e trasmettere informazioni in tempo reale sulla nostra vettura (come raccontato nelle passate settimane con la soluzione V-Auto by Vodafone) per migliorare lo stile di guida, la sicurezza o semplicemente ricordarci dove abbiamo parcheggiato la vettura, oppure la possibilità di utilizzarle in condivisione, ovvero in car-sharing.
E proprio Vodafone Italia è presente al Motor Show di Bologna dal 2 al 10 dicembre. In fiera tutti i visitatoti potranno “toccare con mano” (Centro Servizi – Stand 12) tutte le soluzioni del nuovo mondo aperto dall’ecosistema V by Vodafone.

 

Dal Car Sharing in Italia di oggi…
Prendendo come spunto la città al momento più smart d’Italia, Milano, sotto la Madonnina sono operativi e a portata di smartphone 6 car sharing (enjoy che ha Vodafone in prima linea tra i suoi partner, Car2go, DriveNow, Share’ngo, e-vai, Ubeeqo), 1 scooter sharing totalmente elettrico (MiMoto) e 3 bike sharing (Mobike, BikeMi, Ofo). A questi si aggiungeranno a breve un altro car sharing elettrico (Refeel) e il primo bike sharing ibrido progettato da Zehus con sensori e connettività Vodafone. Tutti i veicoli sono connessi e dopo la registrazione è possibile prenotarli comodamente in mobilità, mettersi alla guida, parcheggiarli e interrompere il noleggio sempre con pochi tap.
Da Roma a Catania, da Torino a Firenze – e stiamo parlando solo di Car Sharing! – lo scorso anno i clienti hanno superato quota 1 milione per un totale di 6,27 milioni di noleggi. La caratteristica che li ha accomuna tutti è che una volta saliti a bordo, si avvia il veicolo, si afferra il volante e si parte…

 

…al Car Sharing senza volante né pedali
In un futuro non molto lontano una volta aver acceso lo smartphone, prenotato la nostra auto ed essere saliti a bordo, l’esperienza sarà totalmente diversa: non ci saranno più volante e pedali, si imposterà la destinazione e via… Le auto connesse grazie al 5G e alla nuova era dell’Internet of Things faranno infatti tutto da sole, compreso effettuare fermate intermedie per far salire e scendere eventuali altri viaggiatori sul medesimo tragitto (ma anche venirci a prendere…).

 

Anche l’auto privata diventa condivisa
Se dalla nazionale svedese di calcio abbiamo recentemente subito una pesantissima eliminazione dai mondiali di Russia 2018, da quelli delle quattroruote siamo al contrario rimasti positivamente colpiti con il progetto targato Volvo XC40 presentato in anteprima mondiale proprio a Milano. Non solo un suv compatto, ma un nuovo ecosistema connesso e condiviso che ha alzato l’asticella per tutti gli altri costruttori di automobili del mondo. Noi abbiamo avuto modo di provare l’auto e l’esperienza ad essa connessa per le strade di Barcellona. In pratica il car sharing viene “ristretto” a un gruppo limitato di persone (come può essere una famiglia) che avrà a disposizione una vettura di alto di gamma con la stessa facilità d’uso di una piccola Fiat 500 “rosso enjoy”.

 

La consegna della spesa direttamente nell’auto connessa
Innanzitutto si parte dall’ordine che può essere fatto comodamente online. Un qualsiasi cittadino pagando un canone mensile, senza alcun anticipo e con l’obbligo di 24 mesi di contratto, una volta ritirata l’auto non si dovrà più “preoccupare dei tipici costi aggiuntivi legati all’acquisto quali acconti, assicurazione, imposte, commissioni di servizio e differenze legate all’area geografica o all’età del cliente – sottolineano in Volvo – Inoltre, “Care by Volvo” includerà anche una serie di servizi digitali con ritiro e riconsegna della vettura come, ad esempio, il rifornimento di carburante, il lavaggio dell’auto, il prelievo dell’auto per assistenza tecnica e il recapito alla vettura degli acquisti fatti online”.
In quest’ultimo caso, ad esempio, la spesa che solitamente riceviamo a casa possiamo farcela consegnare nell’auto. Anche se noi siamo in ufficio, infatti, come luogo di consegna basterà condividere la posizione del veicolo con il fornitore che, una volta arrivato accanto all’auto, riceverà un codice che farà aprire il portabagagli.

 

Lo smartphone si trasforma in una chiave
Restando nel mondo di Volvo XC40, i clienti possono condividere la propria auto con amici e familiari attraverso una nuova tecnologia a chiave digitale. Scaricata un’app, il proprietario dell’auto può invitare una o più persone a utilizzarla per un arco temporale che va da poche ore a più giorni. Il tutto semplicemente autorizzando gli altri via smartphone, che potranno a quel punto vedere dove si trova l’autovettura, aprirla, avviandola e chiudendola semplicemente con pochi tap sul suo device.

 

Verso le auto a guida autonoma connesse in 5G
Se le più moderne auto oggi in commercio – come quella appena citata sopra – sono dotate di sistemi di pilot assist, ovvero di guida assistita (livello 2-3), che ad esempio permette all’auto di accelerare e frenare da sola a seconda del traffico, lasciando a noi il solo comando del volante, con l’arrivo del 5G (a partire dal 2020) si inizierà finalmente ad entrare nel mondo dell’auto completamente autonoma grazie all’altissima performance delle reti che consentirà di connettere oltre 1 milione di oggetti per chilometro quadrato. Per approfondire questo singolo tema vi rimandiamo all’articolo: Automobili connesse, a guida assistita e completamente autonome: il presente e il futuro su strada.

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato venerdì 01/12/17 alle ore 16:30 e classificato in Nuovi Scenari . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

Lascia un tuo commento

News scelte per te
x

Ultimi commenti

Vodafone promo

giovedì 14 dicembre 2017 18:02

  • Archivi