Nuovi Scenari

Dai tecnofideisti agli autopilotati part time: le auto a guida autonoma seducono gli italiani

“L’auto che si guida da sé ci umilia o ci solleva?”. È questa la domanda che la redazione del programma Melog in onda su Radio 24 (dal lunedì al venerdì, ore 12.10 e 23) ha fatto ai suoi ascoltatori nei giorni scorsi. Attraverso il “supersondaggione” è stato chiesto di identificarsi in una tra queste tre categorie: 1) “tecnofideisti-umanoscettici”, 2) “autopilotati part time” o 3) “volantisti assatanati”.

 

In effetti le auto a guida autonoma – le Self Driving Car – pur non potendo ancora circolare per le strade (inizieranno a farlo dal 2020 in poi) stanno già creando i primi cambiamenti, interrogativi e discussioni. Insomma, la Quarta Rivoluzione Industriale è già partita…

 

Prima di leggere quali sono i risultati del supersondaggione di Melog, però, prendiamo lo smartphone e chiamiamo il conduttore Gianluca Nicoletti, che in questo momento, orologio alla mano, dovrebbe aver appena terminato il programma del mattino…

 

Gianluca, perché hai voluto scegliere questo tema?
“Perché se ne parla molto in questo periodo e ho voluto fare personalmente una verifica diretta, smentendo l’idea dell’italiano medio che ha paura delle novità. Anche nel caso del Self Driving Car sentivo dire che le temiamo particolarmente. Al contrario, almeno la metà degli italiani secondo me è pronta. Insomma, mi sento di affermare che dallo smartphone all’automobile a guida autonoma il passo sarà breve…”.

Abbiamo ascoltato e di seguito leggeremo le preferenze dei tuoi ascoltatori. Tu, invece, in quale categoria ti collochi?

“Nella prima assolutamente, quella dei tecnofideisti-umanoscettici. Ho una moglie che ha smesso di guidare quando ha scoperto che c’era il marito, io (ride… n.d.r.), che la portava in giro. Sono un guidatore attento, guido da oltre 40 anni e al tempo stesso posso dire che la guida autonoma mi farà molto piacere. Certo affidarci al 100% alla tecnologia mi lascia un po’ perplesso, ma prima proviamo e poi trarremo ulteriori giudizi… Al momento in città consiglio a tutti i mezzi pubblici!”.

Le auto a guida autonoma sono uno degli effetti della rivoluzione che stiamo vivendo, legata all’intelligenza artificiale, al digitale e alle future connessioni in 5G che garantiranno il collegamento ad altissima velocità e praticamente in tempo reale tra miliardi di oggetti.
Quali altri argomenti “del futuro” pensi di affrontare nei prossimi sondaggi?
“I miei grandi interessi sono quelli legati alle mutazioni delle relazioni attraverso le tecnologie. Quindi sicuramente andremo lungo questa strada, sempre più importante viste le nuove frontiere dell’innovazione…”.

 

Tornando al sondaggione, di seguito la definizione di ciascuna categoria individuata da Melog:
1 – Tecnofideisti-umanoscettici
La diffusione di auto completamente automatiche non solo vi farebbe sentire molto più sicuri evitando incidenti, ma sarebbe un toccasana per evitare insulti, corna e pestaggi tra automobilisti.
2 – Autopilotati part time
Volete cedere il volante solo in certi casi, quando vi siete scolati un fiasco di rosso o ronfate ad occhi aperti: un’auto completamente automatica vi ricorda il computer HAL 9000 di 2001 Odissea nello spazio, potrebbe all’improvviso ribellarsi e farvi precipitare in un burrone.
3 – Volantisti assatanati
Volete condurre il vostro bolide come il fantino il cavallo. Già solo il cambio automatico vi ripugna. Togliere le mani dal volante, rinunciare a usare freno e frizione sarebbe per voi un’insopportabile umiliazione

 

Tra le possibili categorie – sottolineano in redazione – ha prevalso il “tecnofideista-umanoscettico” in cui si è visto rappresentato il 48% degli ascoltatori. A seguire la categoria antagonista del “volantista assatanato” rappresentata dal 33%. Infine, il 19% si è riconosciuto come “autopilotato par time”, favorevole alla tecnologia di guida automatica, ma solo in casi di lungo chilometraggio o disagio psico-fisico momentaneo o permanente.

 

“Abbiamo registrato un evidente segnale di cambio del punto di vista di chi guida – conclude Gianluca Nicoletti – il modello arcaico e brutale dell’automobilista che considera il proprio mezzo come un’estensione della sua presenza fisica è oramai obsoleto. Resiste solo in chi coltiva ancora una mitologia a stampo ‘machista’, condivisa anche da un buon numero di ascoltatrici. La tendenza generale è orientata piuttosto verso una sorta di ‘sex appeal del tecnologico’. L’autostima e il narcisismo dell’automobilista si spostano dalle sue qualità di guida ardimentosa, al suo incarnare valori più contemporanei come l’attenzione alla sicurezza e l’alfabetizzazione tecnologica”.

 

A questo link potete riascoltare la puntata di Melog del 18 gennaio 2018 dedicata alle auto autonome.

 

Infine, una domanda anche per voi: siete più “tecnofideisti-umanoscettici”, “autopilotati part time” o “volantisti assatanati”?

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato venerdì 26/01/18 alle ore 16:30 e classificato in Nuovi Scenari . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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