Nuovi Scenari

Come raggiungere e connettere milioni di oggetti con la rete Narrowband IoT: la società connessa del futuro è già presente

La società del futuro – dalle smart cities all’industria 4.0, dalle auto, i semafori e i pedoni connessi fino ai droni per consegnare la posta via cielo – che sarà contraddistinta dalle reti di quinta generazione (5G) ha già iniziato il suo cammino grazie alla tecnologia del Narrowband IoT. Di cosa si tratta?

 

Sicurezza, ottimizzazione batterie e costi, alta propagazione segnale
“Narrow” può essere tradotto dall’inglese con “stretto”. E in tal senso la Narrowband IoT (NB-IoT) è appunto una “banda stretta” collegata all’Internet of Things (l’internet delle cose, degli oggetti connessi) che permette di collegare (“senza fili”) e raggiungere moltissimi dispositivi che per loro funzione devono trasmettere giusto poche informazioni: l’esempio è un contatore di un’utenza domestica o aziendale del gas o dell’acqua, che comunica soltanto i consumi e che spesso è difficilmente accessibile in termini di connettività ed elettricità. Non essendoci necessità di inviare foto, video e tanti altri dati come nel caso di uno smartphone – che ha bisogno quindi di una “banda larga” – con le NB-IoT vengono utilizzate frequenze che garantiscono numerosi benefici. Ecco i principali: 1) ottimizzazione delle batterie (fino a 15 anni); 2) alta propagazione del segnale fino ad aree remote, 3) costo ridotto dei dispositivi; 4) connessione di un alto numero di device per cella; 5) sicurezza.

 

Milioni di oggetti connessi
Se la sperimentazione e la costruzione della rete 5G da parte di Vodafone Italia è iniziata a Milano nella seconda metà dell’anno scorso e coprirà il capoluogo e l’area metropolitana entro la fine del 2019, la rete Vodafone NB-IoT sarà completata sull’intero territorio nazionale entro marzo 2019 grazie a un piano di investimento di 10 milioni di euro.
Tra le tante applicazioni della NB-IoT ci sono ad esempio i sensori installati sotto l’asfalto che comunicheranno i parcheggi liberi agli automobilisti, il monitoraggio dell’aria o delle condizioni delle colture agricole, la gestione dei sistemi idrici e di irrigazione e tanto altro ancora, con grandi benefici per tutti i clienti, dai privati alle aziende fino alle PA.

 

Il NB IoT Vodafone
Vodafone in questo panorama ha presentato a imprese, sviluppatori e professionisti alcune soluzioni che passano attraverso la tecnologia NB IoT. Ricordiamo che Vodafone è un partner di riferimento per le aziende nel settore dell’IoT, con oltre 62 milioni di oggetti connessi globalmente e 7,5 milioni in Italia (fonte Agcom, Report 4/2017).
Ascoltiamo dalle parole di Manlio Costantini, Direttore Business Unit Enterprise Vodafone Italia, il senso dell’appuntamento andato in scena a Milano il 30 gennaio 2018 (qui invece l’intervista all’Head of Marketing & Sales Corporate Alessandro Canzian).

La partnership tra Vodafone e Arduino
Sempre a Milano Vodafone e Arduino hanno annunciato un’importante partnership in ambito Internet of Things, per la realizzazione di soluzioni commerciali congiunte basate sulla tecnologia Arduino e sui servizi di connettività IoT di Vodafone.
Grazie a questa partnership, Arduino sarà in grado di arricchire la propria gamma di prodotti e servizi cloud basati su tecnologie cellulari e di testare la tecnologia NB-IoT, avvalendosi del “Vodafone Narrowband-IoT Open Lab” e delle competenze maturate da Vodafone in questo settore.
Gli ospiti presenti hanno potuto vedere e provare la tecnologia Arduino (Arduino è uno degli ecosistemi open-source hardware e software leader a livello mondiale, utilizzato in tutto il mondo da più di dieci anni per lo sviluppo di prodotti e soluzioni IoT, e sempre più diffuso in campo educativo grazie a prodotti e programmi STEM/STEAM per le scuole superiori e l’università. La community di Arduino, composta da milioni di designer, ingegneri, studenti, insegnanti, sviluppatori, artisti e Maker, è un motore di innovazione globale nei più diversi ambiti industriali, educativi ed artistici) connessa alla rete Vodafone applicata a diversi casi d’uso aziendali, e toccare con mano, in anteprima assoluta, la nuova scheda Arduino MKR NB1500 – il cui rilascio commerciale è previsto per aprile 2018 -, che mette a disposizione di sviluppatori, professionisti e aziende le potenzialità del NB-IoT.

IoT pilastro della digital transformation
In un mercato sempre più in crescita – secondo l’ultimo IoT Barometer di Vodafone, infatti, nell’ultimo anno è raddoppiato il numero dei progetti dedicati all’IoT su grande scala, con il 61% di tutte le società intervistate che concorda sul fatto che, senza IoT, la trasformazione digitale non sarebbe realizzabile – l’annuncio di oggi, si inserisce pienamente nella nuova strategia di Arduino che punta allo sviluppo di Hardware, Software e servizi specifici per supportare le aziende sia nella fase di sviluppo sia nella fase di realizzazione di prodotti connessi. L’obiettivo di Arduino è fornire delle soluzioni modulari, certificate e facili da usare ed integrare, che le aziende possano adottare nei propri prodotti finiti (es. caldaie, distributori, sistemi di raffreddamento ecc.) o nei propri impianti produttivi, per estenderne le possibilità facendo leva sul cloud computing. Arduino negli ultimi 24 mesi ha introdotto una nuova famiglia di schede denominate “MKR” e caratterizzate da un nuovo fattore di forma, più compatto, che combina la semplicità e l’apertura di Arduino con gli elementi imprescindibili delle soluzioni IoT moderne: Connettività, Power Management, Sicurezza (utilizzando cripto-chip hardware che garantiscono i massimi livelli di sicurezza), Certificazione (per semplificare i processi di certificazione, per chi intende utilizzare le schede per la produzione di prodotti e sistemi da immettere sul mercato).

 

A prendere parte all’evento milanese del 30 gennaio 2018 anche la Software Factory WebRatio che, per permettere lo sviluppo di soluzioni IoT in tempo reale, ha messo a disposizione di Vodafone e Arduino la tecnologia di Things Relationship Management “Semioty”, un software “pronto all’uso” che consente di creare pannelli di controllo operativi e mobile app per la gestione delle relazioni che i diversi utenti hanno con gli oggetti connessi, e che può essere utilizzato per creare servizi smart per, ad esempio, la manutenzione predittiva, il controllo e la programmazione in remoto.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 02/02/18 alle ore 17:00 e classificato in Nuovi Scenari . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.
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