Nuovi Scenari

Intelligenza artificiale: crescono nuovi progetti e posti di lavoro

Il bicchiere dell’intelligenza artificiale è mezzo vuoto o mezzo pieno? Trattandosi di un’applicazione posizionata proprio sui confini delle nuove frontiere tecnologiche, chi scrive considera positivi i dati diffusi dall’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano nell’ambito del convegno “Artificial Intelligence: prospettive dalla ricerca al mercato”. La ricerca ha analizzato 721 imprese e 469 casi di utilizzo di Artificial Intelligence in tutto il mondo.

 

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (il ramo della computer science che studia lo sviluppo di sistemi hardware e software dotati di abilità tipicamente umane, come l’interazione con l’ambiente, l’apprendimento e l’adattamento, il ragionamento e la pianificazione)  – sottolineano i ricercatori – è ancora a uno stadio iniziale, ma evidenzia già un certo fermento in tutto il mondo. Lo dimostrano il crescente interesse della comunità accademica al tema, l’offerta dei grandi player di servizi Cloud, la vitalità di 460 startup che dal 2016 ad oggi hanno raccolto complessivamente 2,2 miliardi di euro a livello internazionale, ma soprattutto la diffusione di soluzioni tra le aziende. In Italia il 56% delle grandi imprese oggetto di indagine[1] ha già avviato progetti di Artificial Intelligence (contro circa il 70% di Francia e Germania) a dimostrazione dell’attenzione sul tema, anche se siamo solo in una fase embrionale di utilizzo delle grandi opportunità di questa tecnologia: i progetti sono orientati prevalentemente su soluzioni di Intelligent Data Processing (il 35% dei casi) e di Virtual Assistant/Chatbot (25%), mentre sono quasi assenti le applicazioni più di nicchia, a sostegno dei processi interni delle aziende.

Rispetto alle esperienze estere, aperte anche ad applicazioni sperimentali, inoltre, le imprese italiane sembrano prediligere ambiti maturi: il 52% delle soluzioni individuate è già a regime (contro il 38% a livello internazionale), mentre il 48% è ancora allo stadio di idea progettuale, di progetto pilota o in fase di implementazione. La maggior parte dei progetti di intelligenza artificiale in Italia si concentra nei settori delle banche, finanza e assicurazioni (17%), automotive (17%), energia (13%), logistica (10%) e telco (10%).

 

Relativamente all’ambito Virtual Assistant/Chatbot ricordiamo TOBi di Vodafone,
l’assistente digitale lanciato lo scorso anno con cui i clienti interagiscono dall’app My Vodafone e dalla pagina Facebook Vodafone it, sia in modalità desktop che mobile tramite la chat privata oppure attraverso l’app Messenger.

 

Rispetto a taluni allarmistici timori sulle eventuali ripercussioni negative dell’intelligenza artificiale sul bilancio occupazionale, l’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano ha indagato il tema, entrando nello specifico anche nella prospettiva cognitiva, psicologica e sociale della sostituzione del lavoro umano con quello delle macchine.

“Ne emergono tre segnali incoraggianti – commenta Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence – che sembrano smentire le previsioni più pessimistiche. Pur considerando che ci troviamo in una fase di transizione e sono rare le soluzioni già pronte all’uso, dall’analisi risulta che la domanda di lavoro nei progetti di AI è cresciuta, e non diminuita. Inoltre, le soluzioni di AI oggi sono utilizzate più come leva competitiva esterna per migliorare i servizi e la qualità che non come strumento per aumentare l’efficienza interna. Infine, le imprese appaiono consapevoli della delicatezza del tema, selezionando attentamente i progetti da attivare, considerando sia i benefici attesi sia l’accettabilità interna ed esterna dell’innovazione.

I risultati incoraggianti devono quindi consigliarci un tono non allarmistico, senza però porre il tema in una luce semplicisticamente positiva. Sarebbe sbagliato infatti abbracciare con acritico e superficiale entusiasmo le capacità dell’Artificial Intelligence: servono riflessione e responsabilità, in un progetto strategico che dia risposta alle preoccupazioni e alle aspettative della forza lavoro”.

 

 

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 13/02/18 alle ore 14:00 e classificato in Nuovi Scenari . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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